Bilanciamento

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Gli articoli di Sexual Polarity

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Buona lettura!

Sonia

 

Post N.24: Qual'è il segreto delle relazioni che durano? Non mi interessa!

Qual è il segreto delle relazioni che durano? Non mi interessa!

Ci sono milioni di relazioni che durano e che non sono felici: a me, invece, interessa capire cosa rende una relazione emozionante e piena.

Da ragazzina guardavo i film d’amore e poi, confrontandoli con la realtà  delle coppie di adulti che mi circondavano, mi chiedevo: “ma l’amore è tutto qua?”.

Nel diventare adulta ho scoperto che a qualsiasi età ci sono relazioni stabili e piacevoli che però ti fanno dire “l’amore è tutto qua?” ed altre che ti emozionano e ti riempiono la vita a 40 anni come quando avevi 16 anni. 

Per qualche anno, tanto tempo fa, ho creduto alla favola degli amori “maturi”: in altre parole ho creduto che la passione fosse solo una finzione dei film e dei romanzi e che la realtà dell’amore fosse fatta di rapporti di profondo affetto e stima, di condivisione e di reciproco appoggio, e di sano e regolare sesso coniugale. Mi sono lasciata convincere che l’amore travolgente lo provi quando sei adolescente e, poi, “da grande” è normale che ti ritrovi in relazioni un po’ più spente, ma più stabili: quelle che ti danno meno colpi al cuore, ma più tranquillità.

Anni dopo questo periodo  - in cui pensavo che questa forma di amore fosse segno del fatto di “essere diventata grande” – ho incontrato di nuovo l’amore che appassiona ed ho capito che la maturità non c’entra niente.

Le emozioni associate all’amore possono essere le stesse a 16 come a 40 anni.

Effettivamente, perché l’amore dovrebbe “svuotarsi” man mano che si cresce e si diventa uomini e donne?

In realtà, se ci pensi, potrebbe addirittura essere il contrario. Quando sei più consapevole di te, della tua vita, della tua sessualità, di ciò che vuoi che ti dia il tuo compagno, e di ciò che puoi dargli, della relazione fra sesso, corpo, mente e spirito, allora i rapporti d’amore dovrebbero diventare più intensi, non più “blandi”.

L’obiettivo di sexualpolarity, il sito ed il corso,  è proprio questo: offrire strumenti per creare relazioni che valga la pena vivere.

Spesso le relazioni durano per rassegnazione, per accondiscendenza, per paura di lasciare la via vecchia per la nuova.

Il messaggio che mi piace lanciare è un invito a lasciare la via vecchia per la nuova, ma non nel senso di cambiare il tuo partner: nel senso di cambiare la tua relazione. Perché accontentarti di una relazione “che tutto sommato può andare” quando invece puoi decidere tu dove farla andare?

Se è per pigrizia è un peccato: pensa a quanto stai perdendo...

Se è per paura di alterare degli equilibri, rifletti sul fatto che nessun equilibrio dura all’infinito…una relazione che non è pienamente soddisfacente per entrambi i partner è già potenzialmente in disequilibrio.

Come si migliora allora una relazione? Lavorando sul bilanciamento, ovvero scoprendo quali elementi dei 4 fondamentali mancano nel tuo rapporto e sviluppandoli,  capendo come migliorare quello che ancora non va o che da tempo non va più. Cosa manca nel tuo rapporto che, se ci fosse, potrebbe portare la tua vita ad un altro livello?

Credo che lasciare la via vecchia per la nuova sia un dovere verso noi stessi innanzitutto: l’impegno a far diventare la nostra vita di coppia o, in generale, con l’altro sesso, qualcosa che riempie la nostra vita e la rende più piena e “scintillante”. Non c’è motivo per cui non debba essere così!

E tu...Cosa ti servirebbe per rendere scintillante la tua relazione?

Relazioni che durano contro relazioni che scintillano… E tu cosa ne pensi?

 

 

Sonia

Post N.23: DOMANDA: si possono amare 2 persone?

 

 

Ciao,

anche oggi ho pensato di condividere una domanda che ho ricevuto in privato perché il tema è molto interessante: se si possano amare due persone e se il tradimento implichi automaticamente mancanza d’amore. Come sempre sono stati modificati nomi e dettagli che potrebbero non garantire l’anonimato di chi mi scrive.

 

Ciao Sonia,

sono una ragazza di 32 anni e da 3 mesi mi trovo in una situazione che non mi sarei mai aspettata. Pur stando da due anni con un uomo davvero speciale che sento di amare, ho cominciato a frequentare un ragazzo leggermente più giovane di me che ho conosciuto casualmente.

Sono due persone molto diverse: Paolo, con cui sto valutando se andare a convivere, è molto dolce, anche se sicuro di se, si prende cura di me e stiamo bene insieme: mi da tanta stabilità che prima di lui non avevo.Tommaso invece è molto attivo, dinamico, coinvolgente, alle volte un po’ troppo “rude”, ma fa parte del suo carattere. Però quando è carino, mi fa sentire amata e desiderata moltissimo: con lui non è solo una storia di sesso, anche se ovviamente è una parte importante. Mi sento molto in colpa verso Paolo, ma non ho la forza di interrompere questa cosa con Tommaso.

Non ti scrivo per chiederti cosa devo fare, ma se mi sai aiutare almeno a dare una spiegazione logica a quello che mi sta succedendo: mi sembra di impazzire, perché mi rendo conto che la situazione non ha senso, e che per un ragazzo di cui, infondo, non so quasi niente, sto mettendo a rischio il mio bel rapporto, ma nonostante questo c’è una forza più grande di me che mi porta verso Tommaso e non riesco a farne a meno. E’amore? Si possono amare due persone?

Cosa mi sta succedendo?

Antonella

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Ciao Antonella,

innanzitutto voglio dirti che la tua situazione non è poi così insolita: ci sono più persone di quelle che immagini che vivono una situazione simile.

Tempo fa, ti avrei dato una risposta diversa da quella che sto per darti: anni fa, infatti, ero una “talebana dell’amore assoluto” e ti avrei risposto qualcosa del tipo “non si possono amare due persone: se senti il bisogno di tradire Paolo, evidentemente non è amore; e se non senti il bisogno di lasciarlo per stare con Tommaso, evidentemente non è amore nemmeno quello che provi per lui”.

Avevo questa convinzione perché nella mia esperienza personale, quando vivo relazioni importanti, non sono per niente tentata da altri uomini, per quanto siano affascinanti e chiari nel comunicare il proprio interesse nei miei confronti.

Approfondendo il modello BPA© però ho capito che le cose funzionano diversamente.

Continuo a pensare che non si possano amare due persone, ma non penso più che “cercare altro” sia sintomo di mancanza di amore: più semplicemente è sintomo di un amore incompleto, ovvero di “mancanza di qualcosa nella relazione”.

Il principio di bilanciamento, prevede che in una coppia siano soddisfatti 4 bisogni: emotivo, intellettuale, sessuale e progettuale. Quando uno di questi elementi viene meno, può accadere che si cerchi compensazione al di fuori della coppia. Questo non significa non amare il partner, ma ha a che fare con il riconoscimento di un’esigenza  e con la scelta di soddisfarla esternamente.

L’esigenza può essere di qualsiasi genere: più tipicamente è emotiva o sessuale. Questo è, banalmente, ciò che ti sta accadendo: non ti deve stupire o spaventare.

Non è il mio compito dare giudizi morali circa il fatto che sia giusto o sbagliato farlo, ma mi limito a sottolineare un problema: trovare compensazione esterna significa ridurre gli stimoli a migliorare la coppia.

Dal punto di vista funzionale, valuto questa compensazione in base alla situazione: se è un momento passeggero, ad esempio si tradisce il partner in un momento di assenza, resta la valutazione morale che ognuno può dare, ma di fatto non si squilibria davvero la coppia, perchè è qualcosa che nasce e muore e non toglie davvero gl istimoli a migliorare il rapporto.

Ma se il tradimento non è collegato ad una situazione contingente, e questo è il tuo caso, certamente la questione è che ti manca qualcosa e non stai affrontando il problema alla radice e questo problema, generalmente, se trascurato peggiora e non sparisce.

Non so cosa ti manchi, ma sono certa che qualcosa ti manca: fermati, chieditelo, trova la risposta e vedi se puoi trovare azioni che ti aiutano a riportare quel qualcosa nella tua coppia. Se lo farai probabilmente anche questa forte pulsione a cercare Tommaso potrebbe ridursi, perché la tua esigenza sarà soddisfatta nella coppia.

Se non ci riesci ci saranno serie considerazioni da fare prima di decidere di andare a convivere con Paolo….cominciare una convivenza con una relazione già squilibrata non è una buona idea, e non pensare che la convivenza risolverà il problema: non funziona mai così. Se vuoi approfondire il tema del bilanciamento per analizzare più precisamente in che punto sei nel tuo  rapporto, puoi scaricarti le lezioni gratuite o optare per il corso completo sexualpolarity in cui parlo anche di questo.

In bocca al lupo.

Si possono amare due persone?… E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

N. 10 - Scegli cosa vuoi: sesso, amore o amicizia?

Ciao,
lo scorso post cominciava con questa domanda: cosa vuoi davvero?
Coccole, sesso appassionato, amore, dolcezza oppure amicizia e condivisione intellettuale?
 
Può essere che nei tuoi “incontri” con l’altro sesso, tu tenda a suscitare in chi ti capita di conoscere uno di questi elementi molto più che tutti gli altri…ti sei mai chiesto perché?
 
E se è vero che, in una relazione fissa, non devi scegliere di rinunciare ad uno di questi elementi, e' anche vero che molto spesso le relazioni sono più sbilanciate su un fronte o su un’altro.
 
Alcune sono più basate sulla condivisione emotiva, altre su interessi comuni, altre sull’intesa sessuale.
 
Questo va benissimo se desideri suscitare nei tuoi partner occasionali una specifica reazione oppure, se in una relazione fissa, entrambi i partner si sentono soddisfatti della situazione, ma se invece la situazione non ti soddisfa?

Molto spesso le situazioni sbilanciate non sono così per natura e quindi immutabili: sono solo il risultato nei nostri comportamenti ed atteggiamenti, parlo molto di questo in Sexual Polarity.

Molte donne ad esempio stabiliscono rapporti stabili o avviano approcci occasionali con l’altro sesso che soddisfano alcuni loro bisogni specifici e la loro esigenza di affermazione personale, ma parallelamente le allontanano dalla loro femminilità: scelgono di essere loro in controllo della situazione, di essere sempre loro a dirigere le scelte della coppia, si assumo la maggior parte delle responsabilità anche quando non e'   necessario, richiedono ai compagni di avere caratteristiche molto femminili,
o cercano di esercitare forme di controllo su ciò che fanno i propri partner.
 
Allo stesso tempo però, avendo una natura femminile, desidererebbero avere dei compagni molto maschili, che sappiano dare direzione alla vita della coppia e che siano sessualmente forti e coinvolgenti.
 
In realtà non si rendono conto che essere sempre in una posizione di leadership sia in un approccio occasionale che nella vita di tutti i giorni ha come ricaduta una “desessualizzazione” del partner maschile.
 
E’ come se volessero che il loro compagno fosse contemporaneamente la loro migliore amica, possibilmente disposta ad accettare tutte le condizioni
che pongono e, contemporaneamente il loro amante.
 
In qualche modo col loro atteggiamento creano i presupposti della loro stessa insoddisfazione: non e' il loro compagno che non è abbastanza maschile, ma sono loro che non gli lasciano abbastanza spazio per esserlo.

Ci sono uomini che al contrario si sentono piu' tranquilli nello scegliersi

una compagna molto autonoma, che si assume le responsabilità del rapporto,
che non ricerca in loro un sostegno.
Questo li fa sentire meno carichi di aspettative e in qualche modo li rassicura perchè li scarica di alcuneresponsabilita' e doveri… tuttavia poi si lamentano di provare poca attrazioneper la propria compagna e dicono che la vorrebbero più dolce, più arrendevole, più aperta nei loro confronti e meno direttiva.
 
Anche loro non si rendono conto che, venendo meno ad alcune responsabilita' connesse al ruolo maschile, obbligano implicitamente la loro compagna ad assumere un ruolo direttivo dal quale poi diventa anche per lei difficile spogliarsi.
 
E’ come se volessero una mamma responsabile di giorno, ed una spogliarellista di notte: l’unico modo per averla è cercarsi una donna con turbe della personalità.

In realtà è possibile avere un compagno o una compagna con cui avere un

rapporto che consente di affermare la propria vera personalità e allo stesso
tempo alimentare una sessualita' vivace e basata sulla differenza dei ruoli
e la polarità sessuale: si tratta solo di sapere come farlo.
 
Ma si tratta anche di cominciare ad avere chiarezza su ciò che si vuole davvero
dal partner e mettere in atto comportamenti coerenti.

Tu che cosa vuoi? Amicizia, sesso, amore…te ne basta uno o vuoi tutti e tre?

Sonia G. Parvis

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