Decisioni

Decisioni

N. 18 - DOMANDA: sai cos'è la Sindrome delle Lune?

Spesso i lettori del blog mi scrivono privatamente per porre delle domande sulla propria situazione personale ed io, quando ho tempo, a volte rispondo sul sito nella sezione domande. Proprio ieri ne ho ricevuta una interessante ed ho pensato che potrebbe essere utile condividerla con tutti, perché spesso le esperienze degli altri ci aiutano a mettere nella giusta prospettiva le nostre. Per questo, di tanto in tanto, ti proporrò dei post con delle domande che ricevo: li riconoscerai perché  il titolo comincerà con la sigla “Domanda”.

 

La domanda di oggi è questa (nomi cambiati e storia riassunta, ovviamente):

Ciao,

sono Susanna, ho 41 anni separata da 2 anni e da alcuni mesi sto vivendo la mia prima nuova storia d'amore con Giorgio un uomo poco più grande di me, che però rifiuta le parole fidanzato, coppia, stare insieme. Lui non è mai stato sposato, ha rinunciato per paura e insicurezza. Anche le storie successive, le ha sempre abbandonate. A volte dice che sta bene cosi con mille impegni e mille amici, a volte dice che vorrebbe un punto di riferimento. Io ho accettato il suo non impegno perchè all'inizio ci poteva stare, per dargli tempo..ma ora vorrei vivere questa storia in modo normale. Poter dire che stiamo insieme: non necessariamente fidanzarsi.

Dice che mi vuole bene, che sta bene con me come con nessun’altra, che non vuole che vada via, che pensa sempre a noi ma non riesce ora ad andare oltre. Non può dire che è innamorato, e non si lascia andare. Dice che ha paura di soffrire e di essere felice!? Che se prova ad abbassare le barriere teme di stare male. Sembra che non sappia cosa vuole,come se questa sua continua ricerca fosse ormai una scusa per non fermarsi mai con qualcuno.

Tra noi sembrerebbe ci siano 3 delle componenti di cui parli: acqua,fuoco e aria. Vorrei anche la quarta. O almeno provare a viverla, davvero. Se no come ci si conosce, se ci si limita in tante cose? Non so più se ha un senso per me aspettare o no. Il dare tempo mette me in situazione di instabilità emotiva e lui in posizione di comodo. So che dovrei dirgli che cosi non sta più bene, ma ho paura di sbagliare i tempi, perchè anche se mi rendo conto che è immaturo e egoista, lo credo sincero nell'affetto, nelle paure e nelle insicurezze.

Possibie che l'unico modo sia andarmene sperando in una sua reazione alla mia mancanza? Sono molto confusa. Se ti va di darmi un parere.

 

 Grazie.

 

Ciao Susanna,

la tua storia mi ricorda quella di una amica: è stata per oltre 9 mesi con un uomo che amava ma che la trattava come fosse un'amica: non voleva che se ne andasse, ma nemmeno farla avvicinare troppo dal punto di vista emotivo. Chiamo questa situazione  "Sindrome delle lune": un insieme di atteggiamenti che mettono in atto quelle persone (spesso uomini) che vogliono partner che circolino nella loro orbita e non se ne allontanino, ma nemmeno che  si avvicinino troppo.

E’ una sorta di gioco infinito: se ti allontani troppo fanno qualcosa per riprenderti, ma se ti avvicini oltre un certo limite definito da loro, ti respingono. Spesso poi sanno farti sentire in colpa perché cerchi di portare la relazione in una direzione: dicono che forzi per imporre la tua volontà.

Comunque, l’uomo della mia amica era simile al tuo: allergico alle relazioni. La donna prima di lei era rimasta "appesa" in un rapporto con lui che non andava da nessuna parte per anni senza cavarne un ragno dal buco. La mia amica invece ha sbloccato la situazione dopo mesi di patimenti ....andandosene.

La sua mancanza lo ha obbligato a chiedersi cosa volesse davvero. E ha capito di volere lei: ora convivono da 3 anni.

Questo atteggiamento che chiamo Sindrome delle Lune è dettato da una forma di infantilismo: volersi lasciare aperte tutte le strade possibili, senza capire che per avere qualcosa di importante e vero devi sceglierla. Scegliere una cosa, significa escluderne delle altre. In altre parole non scegliere, non significa avere potenzialmente tutto, ma significa non avere nulla in modo davvero profondo.

Credo che Giorgio vada costretto a scegliere se vuole diventare uomo, facendo scelte di campo, oppure se vuole restare ragazzino. Mettilo - con fermezza ma dolcezza - di fronte al tuo allontanamento. .

Quello che può succedere è questo:

- se tiene a te, ti verrà a cercare

- se non ci tiene abbastanza, perderai ...ciò che di fatto non hai ancora...quindi non perderai nulla.

Hai 41 anni...questi sono anni preziosissimi per una donna: non consumarli in attese inutili, ma cerca di costruire la tua serenità e felicità futura.

Ciao,

Sonia G. Parvis

N. 14 - Errori e soluzioni

Ciao,

in questo momento sto facendo il mio viaggio di ritorno da Roma a Milano sul Frecciarossa e sperimento per la prima volta la nuova connessione wifi tanto pubblicizzata.

Inizialmente, ho avuto molte difficoltà a connettermi, ci ho provato e riprovato e ci ho perso mezz’ora, poi ho chiamato l’assistenza e in 2 minuti ho risolto tutto in modo immediato e semplice seguendo le istruzioni dell’operatore.

La situazione mi ha fatto sorridere perché, risolte le mie difficoltà e tornata a  scrivere queste righe mi sono accorta che, in qualche modo, avevo appena vissuto qualcosa di analogo alla situazione di cui stavo scrivendo. Infatti, per il post di oggi avevo deciso di scrivere di come, a volte, le persone perdano tanto tempo nel tirare avanti relazioni - o più in generale situazioni personali, professionali, famigliari - che non le soddisfano, credendo che la situazione di risolverà semplicemente “aspettando” o passando il tempo cercando di elaborare mille possibili soluzioni. Spendono mesi  tormentandosi con domande, dubbi, o decisioni prese e disfatte dopo mezz’ora. Questo strazia loro e stanca i partner che continuano a vederli in uno stato altalenante fra l’amore e l’insofferenza e non sanno cosa pensare di questo atteggiamento schizofrenico.

Il tempo, le energie, la potenziale felicità che perdono continuando ad alimentare questo ciclo vizioso è incredibile, quando, in realtà basterebbe “fare” qualcosa invece di continuare a “pensare”.

 La soluzione parte sempre dall’azione. Pensa: quanto tempo e sofferenze ti saresti risparmiato in passato se invece che limitarti a pensare tu avessi compiuto delle azioni concrete?

 Il problema è che spesso, non riusciamo ad agire perché siamo bloccati dal dubbio su cosa sia giusto fare. Allora oggi voglio portare la tua attenzione su questo: ex ante nessuna decisione è quella giusta o quella sbagliata, solo il risultato te lo dirà. Per questo è importante fare e soprattutto fare qualcosa di diverso: provarci e vedere cosa succede. Investi un po’ del tuo tempo e delle tue risorse in un’azione che può essere decisiva.

 Se ti stai chiedendo come cambiare la tua relazione, o in generale le tue relazioni con l’altro sesso, il mio suggerimento di oggi è semplicissimo: invece di pensare ed aspettare, fai qualcosa e soprattutto qualcosa di diverso da ciò che hai fatto finora!

Fai come ho fatto io con la connessione wifi sul Frecciarossa: non sapevo come risolvere il mio problema, ho chiesto a chi ne sapeva più di me ed ho risolto…facile!

Tu puoi fare lo stesso: scegli un’azione da fare, senza perderti in riflessioni in cui ti chiedi se  sarà quella giusta o meno, se ne vale la pena o meno. Fallo e vedi cosa accade.

Il punto è muoversi e farlo in modo intelligente.

Se pensi che possa darti spunti interessanti puoi anche seguire il corso a distanza Sexual Polarity che trovi qui.

Errori e soluzioni…e tu cosa ne pensi?

N. 13 - Dove vai?

Ciao ,

oggi, ascoltando una conversazione dei passeggeri seduti accanto a me sul Freccia Rossa stavo riflettendo su come, a volte, le persone perdano tanto tempo all’interno di relazioni che non le soddisfano  continuando a cercare di capire cosa c’è che non va.

Passano il loro tempo facendosi domande come: “cosa non funziona?”, “devo andarmene o restare?”, “cosa devo fare?”. Perdono tanto tempo nel dibattersi nei dubbi e non si pongono la domanda che potrebbe davvero guidarli verso le risposte che cercano ovvero “Cosa voglio veramente?”. Questo vale per le relazioni, ma anche per tutto il resto: il lavoro, una amicizia, ogni situazione della nostra vita.

In realtà la risposta giusta in assoluto, quando si tratta di capire se una situazione è quella giusta, non esiste: tutto dipende da cosa desideri tu, da cosa ti serve per stare bene. In altre parole anche l’uomo o la donna migliore possono essere giusti o sbagliati per te in base a quello vuoi. Così come il lavoro, la casa, e qualsiasi altra cosa importante per te.

Il punto di svolta c’è quando cominci a chiederti cosa vuoi davvero e poi trovi le risposte.Il passo dopo, quando sei in una relazione, è capire se quello che vuoi davvero puoi averlo con quella persona oppure no.

Nota che non ho detto che devi capire se HAI quello che vuoi, ma se PUOI AVERLO.

In altre parole, il fatto che tu ora non abbia qualcosa con una persona  non significa che non possa averlo, ma magari solo che non stai facendo le cose giuste per averlo. In altri casi invece è evidente che il tuo partner del momento non potrà mai darti ciò che vuoi: perché ciò che desideri non è nella sua natura, perché sai che per lui sono più importanti altre cose, perché ciò che desideri non è proprio nelle sue possibilità….

Il punto è: con lui, o con lei, ciò che desideri è possibile?

Non è necessario darsi tutte le risposte subito: quando una decisione è importante, è giusto prendersi il tempo che serve. Ciò che conta, Però serve cominciare a farsi le domande giuste e poi aspettare che le risposte arrivino.

All’inizio, spesso, non è facile darsi  le risposte: anche se sembra assurdo, effettivamente non è così scontato avere chiarezza circa ciò che si desidera davvero.

Ma questo è il passaggio essenziale: è la chiarezza sui tuoi desideri e bisogni che ti fa fare il salto di consapevolezza che serve.

Sapere cosa vuoi è alla base di tutto: è quello che chiamiamo allineamento, ovvero mantenere coerenza ed armonia fra chi sei e la tua vita, fra ciò che vuoi e la tua relazione.

Troppo spesso le persone fanno il contrario di ciò che è giusto fare, ovvero partono da ciò che c’è e stabiliscono ciò che vogliono sulla base di ciò che credono sia compatibile con la loro realtà.

Il processo giusto è quello che funziona in modo opposto, ovvero: decidere cosa si vuole, in assoluto, e sulla base di quello creare la propria realtà.

Applicando questo principio al mondo delle relazioni, si tratta di scegliere una relazione perché è adatta a portarti dove vuoi, e non decidere dove vuoi andare in base alla relazione in cui ti trovi.

Se sai risponderti alla domanda “Cosa vuoi davvero?”  capisci anche qual’è la tua strada. Il passo successivo è guardare  dove stai andando e se quella è veramente la direzione che desideri per te.

 Tu dove vai? Allineamento e decisioni… E tu cosa ne pensi?

 

 Sonia

N. 7 - Sesso e decisioni

Ciao.

Qualche giorno fa ho avuto una lunga e vivace discussione con un mio collega uomo. Per un progetto a cui stavamo lavorando insieme, una cliente aveva chiamato me e non lui e lui non se ne spiegava la ragione: la cosa lo stupiva, anche perché, lo ammetto, sul tema specifico lui è più bravo di me.

Mi ha parlato per 20 minuti cercando di spezzettare il processo decisionale di questa cliente per capire i diversi fattori che avevano concorso alla sua scelta di chiamare me anziché lui. Dopo un po’ l’ho interrotto ed ho cercato di spiegargli che ciò che stava facendo non era utile perché una donna non ragiona nel modo in cui tentava di farlo lui. Questa cosa lo ha ulteriormente innervosito perché in realtà le mie argomentazioni gli hanno fatto capire che non sarebbe mai arrivato alle risposte che cercava.

Generalmente il processo decisionale di un uomo è molto più lineare: “A+B+C= X...ok scelgo X”

Al contrario, la decisione di una donna prende in considerazioni molti più elementi, che si intersecano fra loro in un modo che un uomo non immaginerebbe nemmeno: “A+B-C*2+D+F/2=Y ….mmmmh, ma tutto sommato preferisco X”

Come in altre occasioni, ci tengo a chiarire che non sto perpetuando uno stereotipo - quello dell’uomo razionale e della donna emotiva - sto semplicemente dicendo che gli elementi che concorrono alla decisione di una donna sono spesso diversi da quelli di un uomo. D’altra parte, il fatto che le donne abbiano molte più connessioni fra il lobo celebrale destro e quello sinistro, è scientificamente dimostrato.

Anche le donne, ovviamente, partono da una base di riflessione logica e razionale, ma poi l’arricchiscono con altre valutazioni: elementi relazionali, sensoriali (ad esempio una voce più calda di un’altra), e soprattutto istintivi, che portano a quelle che chiameremo decisioni “di pancia” . Questo alle volte fa impazzire un uomo: spesso, la scelta della sua partner gli appare del tutto incomprensibile ed illogica. Allo stesso modo alle volte le donne sono esasperate dal processo decisionale degli uomini: ti faccio dei casi tipici.

Lui che passa ore ad analizzare tutti i dettagli logico-operativi di una questione, e a soppesare i pro e contro, quando invece a Lei bastano pochi minuti per individuare gli aspetti essenziali e “sentire” quel’è la scelta giusta.

Oppure al contrario: Lui che guarda solo i 3 elementi logici necessari per decidere e Lei che si innervosisce perché ritiene superficiale quel modo un po’ sbrigativo in cui l’uomo arriva alla decisione, senza tenere in conto aspetti relazionali, sensoriali, ecc.
Da tutto questo, cosa ne traiamo? Se sei una donna, è necessario che tu sappia che l’uomo ha spesso bisogno di comprendere logicamente le tue decisioni. Se vuoi convincerlo, enfatizza gli aspetti logici e spiegaglieli in modo breve e consciso, senza troppi dettagli, il perché della tua scelta.
Se sei un uomo: accetta il fatto che il processo decisionale della tua partner è più complesso del tuo.
Ti parrà anche illogico, strano, ma in realtà, semplicemente segue logiche diverse dalle tue, e non è detto che siano sbagliate…sono solo diverse. Se vuoi capire meglio, invece di chiederle “perché?” chiedile “perché ti farebbe stare bene questa decisione?” certamente questa domanda farà emergere elementi che non sospettavi nemmeno.

Sesso e decisioni…E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

Condividi contenuti