Responsabilità

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Gli articoli di Sexual Polarity

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Buona lettura!

Sonia

 

N. 14 - Errori e soluzioni

Ciao,

in questo momento sto facendo il mio viaggio di ritorno da Roma a Milano sul Frecciarossa e sperimento per la prima volta la nuova connessione wifi tanto pubblicizzata.

Inizialmente, ho avuto molte difficoltà a connettermi, ci ho provato e riprovato e ci ho perso mezz’ora, poi ho chiamato l’assistenza e in 2 minuti ho risolto tutto in modo immediato e semplice seguendo le istruzioni dell’operatore.

La situazione mi ha fatto sorridere perché, risolte le mie difficoltà e tornata a  scrivere queste righe mi sono accorta che, in qualche modo, avevo appena vissuto qualcosa di analogo alla situazione di cui stavo scrivendo. Infatti, per il post di oggi avevo deciso di scrivere di come, a volte, le persone perdano tanto tempo nel tirare avanti relazioni - o più in generale situazioni personali, professionali, famigliari - che non le soddisfano, credendo che la situazione di risolverà semplicemente “aspettando” o passando il tempo cercando di elaborare mille possibili soluzioni. Spendono mesi  tormentandosi con domande, dubbi, o decisioni prese e disfatte dopo mezz’ora. Questo strazia loro e stanca i partner che continuano a vederli in uno stato altalenante fra l’amore e l’insofferenza e non sanno cosa pensare di questo atteggiamento schizofrenico.

Il tempo, le energie, la potenziale felicità che perdono continuando ad alimentare questo ciclo vizioso è incredibile, quando, in realtà basterebbe “fare” qualcosa invece di continuare a “pensare”.

 La soluzione parte sempre dall’azione. Pensa: quanto tempo e sofferenze ti saresti risparmiato in passato se invece che limitarti a pensare tu avessi compiuto delle azioni concrete?

 Il problema è che spesso, non riusciamo ad agire perché siamo bloccati dal dubbio su cosa sia giusto fare. Allora oggi voglio portare la tua attenzione su questo: ex ante nessuna decisione è quella giusta o quella sbagliata, solo il risultato te lo dirà. Per questo è importante fare e soprattutto fare qualcosa di diverso: provarci e vedere cosa succede. Investi un po’ del tuo tempo e delle tue risorse in un’azione che può essere decisiva.

 Se ti stai chiedendo come cambiare la tua relazione, o in generale le tue relazioni con l’altro sesso, il mio suggerimento di oggi è semplicissimo: invece di pensare ed aspettare, fai qualcosa e soprattutto qualcosa di diverso da ciò che hai fatto finora!

Fai come ho fatto io con la connessione wifi sul Frecciarossa: non sapevo come risolvere il mio problema, ho chiesto a chi ne sapeva più di me ed ho risolto…facile!

Tu puoi fare lo stesso: scegli un’azione da fare, senza perderti in riflessioni in cui ti chiedi se  sarà quella giusta o meno, se ne vale la pena o meno. Fallo e vedi cosa accade.

Il punto è muoversi e farlo in modo intelligente.

Se pensi che possa darti spunti interessanti puoi anche seguire il corso a distanza Sexual Polarity che trovi qui.

Errori e soluzioni…e tu cosa ne pensi?

N.4 - In amore vince chi fugge?

 

Ciao,

per tanti anni da ragazzina mi sono chiesta se era vero il detto che “in amore vince chi fugge” La risposta mi è arrivata dopo molto tempo ed è “Si!”, ma in realtà il senso di questo “si” è tutto diverso.

In amore vince chi fugge… dalla rassegnazione, ovvero vince chi abbandona la convinzione, molto diffusa, che siccome le relazioni non possono essere perfette, allora è necessario prenderle così come sono.

Non è vero: cambiare non solo si può, ma si deve.
Fuggire non vuol dire fuggire dalle relazioni, ma significa:

- da un lato credere che sia possibile poter portare la propria relazione uno stadio superiore;

- da un altro, sviluppare la capacità di dire no quando il nostro partner supera i limiti che abbiamo stabilito essere quelli giusti per noi.

Non esiste la relazione perfetta e quindi dobbiamo accettare le cose come stanno…Non è vero! O meglio, è ovvio che la perfezione sia più una ricerca che una realtà, ma allo stesso tempo: dove sta scritto che una relazione debba essere accettata per quella che è?
Io, personalmente, non vorrei mai vivere un rapporto in cui il mio partner sta con me perché pensa che cambiare non è possibile o non conviene: vorrei vivere nella consapevolezza che io per lui, tutto considerato, coi miei pregi e coi miei difetti, sono la scelta migliore possibile. E penso che lui meriti lo stesso: meriti una persona che sta con lui perché lo ritiene – tutto considerato - la scelta migliore e non un insieme di cose che vanno accettate perché non c’è alternativa.

Io penso che la convinzione che, una volta costruito un rapporto duraturo, sia necessario accettarlo per com’è, resistere e tollerare derivi, in realtà, da convinzioni personali e da convinzioni sociali.

Prendi, ad esempio, le convenzioni sociali: è ovvio che una società che miri a preservare la stabilità famigliare tenda a far passare il concetto che tutte le relazioni hanno dei difetti, impongono sacrifici e che quindi la ricerca del cambiamento sia inutile.
In realtà è una prospettiva molto limitata: io credo che la stabilità dei rapporti sia invece rafforzata dalla consapevolezza delle proprie scelte.

Credo che cercare di essere soddisfatti del proprio rapporto emotivo, intellettuale, sessuale sia quello che davvero cementa un’unione.
Credo che la capacità di identificare i problemi e risolverli sia il vero stabilizzatore della famiglia.

Credo anche che la capacità di lasciare alle spalle un rapporto che è irrecuperabile, sia essenziale per garantire maggiore serenità a tutti i membri della famiglia.
L’importante è avere gli strumenti per fare tutto questo e purtroppo noi spesso non li abbiamo e non li abbiamo proprio perché siamo figli di quella stessa società conservatrice di cui parlavo prima. Una società basata sull’idea che la stabilità è garantita dalla rassegnazione, non sviluppa modelli di comprensione della realtà e strumenti per affrontare i problemi.

Se ci pensi: fin a piccoli ci offrono tante nozioni, ma che punti di riferimento ci vengono dati, nel nostro percorso di crescita, per sviluppare la nostra consapevolezza emotiva e sessuale?

Anche l’esempio non ci aiuta: le esperienze di coppia dei nostri genitori raramente possono esserci d’aiuto dal momento che i rapporti uomo-donna di oggi sono molto diversi da quelli di 30 anni fa.

Allora io credo sia un nostro preciso dovere ricercare la felicità nei rapporti emotivo-sessuali e dotarci delle conoscenze e degli strumenti per farlo.

In amore vince chi fugge…dalla rassegnazione?…E tu cosa ne pensi?

 

Sonia G. Parvis

N. 12 - La relazione perfetta

Ciao,

pensaci bene: cosa vuoi davvero? Coccole, sesso appassionato, amore, dolcezza oppure amicizia, scambio intellettuale, condivisione di interessi, di passioni, di stili di vita?

Innanzitutto considera questo: non è necessario che tu scelga…puoi avere tutto!

Una relazione che escluda qualcosa che per te è importante, è una relazione che in partenza è limitata.

Non prendiamoci in giro…è ovvio che il partner perfetto non esiste, ma questo non significa automaticamente che tu ti debba accontentare di rapporti nei quali senti che manca qualcosa di importante.

Questo non significa nemmeno che tu debba saltare da una relazione all’altra perché appena ti accorgi che qualcosa non va, decidi che non è  la relazione perfetta, così come la desideri e quindi è  il caso di cambiare.

Dov’è allora il punto di equilibrio?

Le parole chiave qui sono due: possibilità e responsabilità.

Il primo passo che devi fare è chiederti se esiste la possibilità che la relazione in cui ti trovi, o la persona a cui stai pensando come tuo possibile partner ti diano ciò di cui hai bisogno.

Attenzione, non sto dicendo “siano come tu vuoi” ma “ti diano ciò  di cui hai bisogno”: molto spesso confondiamo le due cose e cerchiamo di piegare la nostra relazione ad un nostro modello ideale… poi quando la realtà e il desiderio idealizzato non corrispondono saltiamo alla conclusione che il nostro rapporto non funziona.

Al contrario io sto parlando dei tuoi bisogni e dei tuoi desideri: l’altra persona, cosi suoi pregi e i suoi difetti, con i suoi modi ed i suoi tempi, con le sue possibilità ed i suoi limiti è potenzialmente in grado di darti ciò che desideri senza dover essere cambiata?

Se la risposta è no…beh…sai già cosa devi fare. Ma se la risposta è si…allora la domanda diventa un’altra e qui passiamo al secondo passo, ovvero alla seconda domanda: cosa fai puoi fare tu perché questo accada?

E’ facile fermarsi a constatare che le cose non vanno perfettamente e capire cosa l’altro NON fa o non fa abbastanza..l’evoluzione personale comincia quando ci fermiamo a chiederci cosa non facciamo noi, cosa non facciamo abbastanza, cosa non abbiamo ancora fatto o cosa potremmo fare di diverso.

Allora partiamo da qua: per ottenere ciò che vuoi devi mettere in atto i comportamenti che ti portano in quella direzione. Ti chiedo: c’è davvero coerenza fra quello che desideri e quello che fai per ottenerlo?

Questo è  il concetto di  responsabilità.

Torniamo allora alle nostre due parole chiave: possibilità e responsabilità.

Quando una relazione non va perché non c’è margine perché possa andare allora non è più una questione di responsabilità  ma di possibilità. E’ inutile continuare a cercare soluzioni per far funzionare un rapporto che non ha in se la possibilità  di funzionare.

Cosa vuoi oggi nella tua relazione? E’ possibile averlo e se si…Cosa fai per averlo? Azioni e reazioni …E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

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