N.4 - In amore vince chi fugge?
Ciao,
per tanti anni da ragazzina mi sono chiesta se era vero il detto che “in amore vince chi fugge” La risposta mi è arrivata dopo molto tempo ed è “Si!”, ma in realtà il senso di questo “si” è tutto diverso.
In amore vince chi fugge… dalla rassegnazione, ovvero vince chi abbandona la convinzione, molto diffusa, che siccome le relazioni non possono essere perfette, allora è necessario prenderle così come sono.
Non è vero: cambiare non solo si può, ma si deve.
Fuggire non vuol dire fuggire dalle relazioni, ma significa:
- da un lato credere che sia possibile poter portare la propria relazione uno stadio superiore;
- da un altro, sviluppare la capacità di dire no quando il nostro partner supera i limiti che abbiamo stabilito essere quelli giusti per noi.
Non esiste la relazione perfetta e quindi dobbiamo accettare le cose come stanno…Non è vero! O meglio, è ovvio che la perfezione sia più una ricerca che una realtà, ma allo stesso tempo: dove sta scritto che una relazione debba essere accettata per quella che è?
Io, personalmente, non vorrei mai vivere un rapporto in cui il mio partner sta con me perché pensa che cambiare non è possibile o non conviene: vorrei vivere nella consapevolezza che io per lui, tutto considerato, coi miei pregi e coi miei difetti, sono la scelta migliore possibile. E penso che lui meriti lo stesso: meriti una persona che sta con lui perché lo ritiene – tutto considerato - la scelta migliore e non un insieme di cose che vanno accettate perché non c’è alternativa.
Io penso che la convinzione che, una volta costruito un rapporto duraturo, sia necessario accettarlo per com’è, resistere e tollerare derivi, in realtà, da convinzioni personali e da convinzioni sociali.
Prendi, ad esempio, le convenzioni sociali: è ovvio che una società che miri a preservare la stabilità famigliare tenda a far passare il concetto che tutte le relazioni hanno dei difetti, impongono sacrifici e che quindi la ricerca del cambiamento sia inutile.
In realtà è una prospettiva molto limitata: io credo che la stabilità dei rapporti sia invece rafforzata dalla consapevolezza delle proprie scelte.
Credo che cercare di essere soddisfatti del proprio rapporto emotivo, intellettuale, sessuale sia quello che davvero cementa un’unione.
Credo che la capacità di identificare i problemi e risolverli sia il vero stabilizzatore della famiglia.
Credo anche che la capacità di lasciare alle spalle un rapporto che è irrecuperabile, sia essenziale per garantire maggiore serenità a tutti i membri della famiglia.
L’importante è avere gli strumenti per fare tutto questo e purtroppo noi spesso non li abbiamo e non li abbiamo proprio perché siamo figli di quella stessa società conservatrice di cui parlavo prima. Una società basata sull’idea che la stabilità è garantita dalla rassegnazione, non sviluppa modelli di comprensione della realtà e strumenti per affrontare i problemi.
Se ci pensi: fin a piccoli ci offrono tante nozioni, ma che punti di riferimento ci vengono dati, nel nostro percorso di crescita, per sviluppare la nostra consapevolezza emotiva e sessuale?
Anche l’esempio non ci aiuta: le esperienze di coppia dei nostri genitori raramente possono esserci d’aiuto dal momento che i rapporti uomo-donna di oggi sono molto diversi da quelli di 30 anni fa.
Allora io credo sia un nostro preciso dovere ricercare la felicità nei rapporti emotivo-sessuali e dotarci delle conoscenze e degli strumenti per farlo.
In amore vince chi fugge…dalla rassegnazione?…E tu cosa ne pensi?
Sonia G. Parvis



Commenti
io considero il rapporto di
io considero il rapporto di coppia come una pianta che ha bisogno di cure e di attenzioni, e sento i momenti in cui questa pianta viene trascurata, immediatamente c'è mancanza di comunicazione, si sta insieme per inerzia e i momenti che si vivono sono opachi e abitudinari.
Il rapporto duraturo è duraturo solo perchè non dai nulla per scontato, è sempre in avanti, in prospettiva, in continuo mutamento: accettare significa fermarsi, e fermarsi vuol dire farlo morire. vedo i miei genitori e quelli della mia compagna: vivono nell'abitudinarietà e non c'è più alcuna forma di comunicazione importante; è una pianta secca ormai, prossima alla morte... poi effettivamente la società offre solo nozioni che ruotano intorno al "dio" denaro e le questioni dell'essere vengono non considerate, poichè non sono produttive in senso economico; spetta al singolo individuo cercare e trovare (tempo e voglia permettendo da inutili impegni) gli strumenti e le conoscenze che permettano consapevolmente di migliorare la propria esistenza e nell'ambito emotivo-sessuale e in altri ambiti.
in amore vince chi fugge dalle cose inutili e si dedica alle cose importanti come ad esempio il rapporto di coppia.