Benvenuto su Sexual Polarity!

Benvenuto su Sexual Polarity!

Sexualpolarity è uno spazio dedicato a chi desidera vivere rapporti pieni, intensi e profondi, conoscere le dinamiche delle relazioni d’amore, i meccanismi di attrazione fra il Maschile e Femminile, e pensa che la sessualità sia uno strumento fondamentale della propria evoluzione personale.

Cosa stai cercando? La passione? Un rapporto d’amore equilibrato? Un modo per aumentare il tuo potere d’attrazione? Una strada di sviluppo personale che passi per la pratica dell’amore e della sessualità? Una soluzione alla tua crisi di coppia? La forza per andartene da un rapporto che brucia inutilmente le tue energie?

Qui troverai idee e strumenti che ti aiuteranno nella tua ricerca. Troverai spunti di riflessione, modelli e soluzioni concrete per vivere la tua vita pienamente, sviluppando relazioni d’amore piacevoli e piene, riscoprendo la tua energia sessuale profonda e godendo di un rapporto d’amore armonico ed equilibrato con il tuo partner. Capirai come rapportarti in modo più efficace  con l’altro sesso, come far funzionare davvero la tua relazione oppure come decidere, in un momento di crisi, se è il caso di recuperarla o cambiare definitivamente direzione.

 


 


 

 

La visione che ti propongo si basa su un modello - il modello BPA -secondo il quale alla base di un rapporto soddisfacente, piacevole e funzionale ci sono tre principi fondamentali: BILANCIAMENTO, POLARITÀ SESSUALE ed ALLINEAMENTO PERSONALE.

La POLARITÀ SESSUALE intesa come fonte dell’attrazione e della passione.

Il BILANCIAMENTO che ti permette di scegliere il partner giusto per te, garantisce “pienezza” nella vita di coppia e permette di sviluppare rapporti multidimensionali cioè soddisfacenti e armonici sotto tutti i profili: emotivo, sessuale, intellettuale, e progettuale.

L’ALLINEAMENTO PERSONALE ovvero la chiarezza di intenti e l’essere in sintonia - anche nelle relazioni con l’altro sesso - con la propria natura più autentica...   E’  una posizione dalla quale diventa facile prendere decisioni all’interno di una relazione, perché la decisione più giusta per tutti è quella che ci avvicina alla nostra natura e non ci allontana dalle nostre aspirazioni individuali e dai nostri desideri più veri e profondi.

Questi 3 elementi, accompagnati dalla conoscenza delle dinamiche della COMUNICAZIONE UOMO-DONNA consentono a tutti di evolvere verso relazioni davvero soddisfacenti sotto ogni profilo.

Se anche tu condividi questa visione e vuoi approfondirla e, soprattutto IMPARARE AD USARLA, scarica il corso gratuito “I primi passi nel BPA. Amore, passione, evoluzione personale”.

Se vuoi saperne di più guarda il video pubblicato in questa pagina ed ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUI A FIANCO

Ti invito anche a condividere le tue idee partecipando al blog.

Se poi vorrai approfondire, sviluppare nuove abilità e adottare nuove prospettive, potremo incontrarci in uno dei corsi organizzati in tutta Italia o nelle sessioni di coaching individuale.

Inizia ora questo viaggio nella consapevolezza personale e nel piacere delle relazioni.

Sonia G. Parvis

N. 25 - Amore ed autostima

 

Qualche giorno fa un mio cliente mi ha detto che non si trova a suo agio con le donne perché ha poca autostima. Questo è qualcosa che sento dire spesso anche dalle donne: ci sono donne bellissime che si fanno problemi per alcuni dettagli fisici di minima importanza, o donne davvero speciali che pensano di non essere all’altezza di stare con gli uomini che desiderano.

Io non sono certa che esista l’autostima come concetto a sè stante, ma ho la certezza che, se esiste, certamente non deriva dall’aderire a modelli esterni quanto dall’essere fedeli a se stessi.

Se ci pensi un modello esterno è di per se irraggiungibile: se cerchi di aderire a qualcosa di diverso da ciò che sei, per quanto tu sia bella, o ricco, o brillante, o simpatica, o disinvolto, non lo sarai mai abbastanza… ci sarà sempre qualcuno che lo è più di te, o un momento o una situazione in cui, per quanto tu sia davvero così,  non lo sei abbastanza.

Conquistare l’autostima richiede un passaggio essenziale, ovvero capire che non ci sono modelli esterni a cui aderire.

L’attrattiva di una persona viene ridotta dall’insicurezza e l’insicurezza deriva dal pensarsi come non “in linea” rispetto ad una immagine esterna che noi crediamo sia necessario proiettare per essere attraenti. Quanto sarebbe più facile presentarsi agli altri non dovendo aderire a nessun modello?

In realtà i modelli esterni sono spesso falsati:

-          pensa alle donne bellissime che vedi sulle riviste. Anche se il soggetto fotografato esiste davvero, spesso quelle figure non sono reali, ma sono immagini rielaborate elettronicamente.

-          pensa a quegli uomini che appaiono così disinvolti con le donne: ne ho conosciuti molti e ti garantisco che nel privato sono fra le persone più insicure che abbia mai incontrato.

 

Ciò su cui è giusto concentrarci è che ognuno di noi ha delle sue caratteristiche specifiche che lo rendono interessante. Non predico il banale "Ognuno di noi è unico" , ma voglio portare la tua attenzione sul fatto che ognuno ha alcune caratteristiche che possono risultare estremamente attraenti per un partner, anche se non sono quelle codificate dal gusto "classico".

Ma c'è di più:

Ciò che attira gli altri non è tanto un insieme di doti presenti in una certa misura quanto un modo di proporsi all'esterno e quel modo dipende da come ci sentiamo rispetto a chi siamo.

E’ tanto più forte quanto più siamo in sintonia con la nostra identità profonda, insomma..il solito allineamento di cui parlo tanto.

 

Ti faccio un esempio:

Io mi considero carina ma non sono altissima e, mannaggia, mi sono sempre piaciuti uomini piuttosto alti: da quando avevo vent’anni non ho mai avuto compagni alti meno di 1,85.

Se fossi stata convinta che il fatto di non essere alta come una modella fosse un problema probabilmente non mi sarei mai avvicinata a loro.

In realtà, invece questo per me non è mai stato un problema perché sono sempre stata convinta che la mia statura non clamorosa non mi avrebbe danneggiato: ho una personalità piuttosto esuberante e quindi credo che se fosse racchiusa in un corpo troppo “ingombrante” sarei eccessiva.

Non ha molto senso, lo so, ma ho sempre creduto che un corpo più “in miniatura” mi fosse utile per limitare la mia esuberanza e “catalizzare” meglio un senso di protezione negli uomini che diversamente mi percepirebbero come una donna troppo forte. Non importa se questa convinzione risponde al vero o no, ciò che conta è che mi ha aiutato a conquistare gli uomini che volevo.

Lo stesso vale anche per te:

al di là dei modelli sociali (ricchezza, prestigio, disinvoltura) o estetici (altezza, seno, bocca, occhi) tu hai uno specifico set di caratteristiche che, associate con quel mix particolare che hai tu, possono essere interessanti ed attraenti per molte persone.

Si tratta di valorizzarli e vivere con tranquillità il proprio modo di essere. Questa secondo me è l’autostima.

 

Amore ed autostima… E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

Post N.24: Qual'è il segreto delle relazioni che durano? Non mi interessa!

Qual è il segreto delle relazioni che durano? Non mi interessa!

Ci sono milioni di relazioni che durano e che non sono felici: a me, invece, interessa capire cosa rende una relazione emozionante e piena.

Da ragazzina guardavo i film d’amore e poi, confrontandoli con la realtà  delle coppie di adulti che mi circondavano, mi chiedevo: “ma l’amore è tutto qua?”.

Nel diventare adulta ho scoperto che a qualsiasi età ci sono relazioni stabili e piacevoli che però ti fanno dire “l’amore è tutto qua?” ed altre che ti emozionano e ti riempiono la vita a 40 anni come quando avevi 16 anni. 

Per qualche anno, tanto tempo fa, ho creduto alla favola degli amori “maturi”: in altre parole ho creduto che la passione fosse solo una finzione dei film e dei romanzi e che la realtà dell’amore fosse fatta di rapporti di profondo affetto e stima, di condivisione e di reciproco appoggio, e di sano e regolare sesso coniugale. Mi sono lasciata convincere che l’amore travolgente lo provi quando sei adolescente e, poi, “da grande” è normale che ti ritrovi in relazioni un po’ più spente, ma più stabili: quelle che ti danno meno colpi al cuore, ma più tranquillità.

Anni dopo questo periodo  - in cui pensavo che questa forma di amore fosse segno del fatto di “essere diventata grande” – ho incontrato di nuovo l’amore che appassiona ed ho capito che la maturità non c’entra niente.

Le emozioni associate all’amore possono essere le stesse a 16 come a 40 anni.

Effettivamente, perché l’amore dovrebbe “svuotarsi” man mano che si cresce e si diventa uomini e donne?

In realtà, se ci pensi, potrebbe addirittura essere il contrario. Quando sei più consapevole di te, della tua vita, della tua sessualità, di ciò che vuoi che ti dia il tuo compagno, e di ciò che puoi dargli, della relazione fra sesso, corpo, mente e spirito, allora i rapporti d’amore dovrebbero diventare più intensi, non più “blandi”.

L’obiettivo di sexualpolarity, il sito ed il corso,  è proprio questo: offrire strumenti per creare relazioni che valga la pena vivere.

Spesso le relazioni durano per rassegnazione, per accondiscendenza, per paura di lasciare la via vecchia per la nuova.

Il messaggio che mi piace lanciare è un invito a lasciare la via vecchia per la nuova, ma non nel senso di cambiare il tuo partner: nel senso di cambiare la tua relazione. Perché accontentarti di una relazione “che tutto sommato può andare” quando invece puoi decidere tu dove farla andare?

Se è per pigrizia è un peccato: pensa a quanto stai perdendo...

Se è per paura di alterare degli equilibri, rifletti sul fatto che nessun equilibrio dura all’infinito…una relazione che non è pienamente soddisfacente per entrambi i partner è già potenzialmente in disequilibrio.

Come si migliora allora una relazione? Lavorando sul bilanciamento, ovvero scoprendo quali elementi dei 4 fondamentali mancano nel tuo rapporto e sviluppandoli,  capendo come migliorare quello che ancora non va o che da tempo non va più. Cosa manca nel tuo rapporto che, se ci fosse, potrebbe portare la tua vita ad un altro livello?

Credo che lasciare la via vecchia per la nuova sia un dovere verso noi stessi innanzitutto: l’impegno a far diventare la nostra vita di coppia o, in generale, con l’altro sesso, qualcosa che riempie la nostra vita e la rende più piena e “scintillante”. Non c’è motivo per cui non debba essere così!

E tu...Cosa ti servirebbe per rendere scintillante la tua relazione?

Relazioni che durano contro relazioni che scintillano… E tu cosa ne pensi?

 

 

Sonia

Post N.23: DOMANDA: si possono amare 2 persone?

 

 

Ciao,

anche oggi ho pensato di condividere una domanda che ho ricevuto in privato perché il tema è molto interessante: se si possano amare due persone e se il tradimento implichi automaticamente mancanza d’amore. Come sempre sono stati modificati nomi e dettagli che potrebbero non garantire l’anonimato di chi mi scrive.

 

Ciao Sonia,

sono una ragazza di 32 anni e da 3 mesi mi trovo in una situazione che non mi sarei mai aspettata. Pur stando da due anni con un uomo davvero speciale che sento di amare, ho cominciato a frequentare un ragazzo leggermente più giovane di me che ho conosciuto casualmente.

Sono due persone molto diverse: Paolo, con cui sto valutando se andare a convivere, è molto dolce, anche se sicuro di se, si prende cura di me e stiamo bene insieme: mi da tanta stabilità che prima di lui non avevo.Tommaso invece è molto attivo, dinamico, coinvolgente, alle volte un po’ troppo “rude”, ma fa parte del suo carattere. Però quando è carino, mi fa sentire amata e desiderata moltissimo: con lui non è solo una storia di sesso, anche se ovviamente è una parte importante. Mi sento molto in colpa verso Paolo, ma non ho la forza di interrompere questa cosa con Tommaso.

Non ti scrivo per chiederti cosa devo fare, ma se mi sai aiutare almeno a dare una spiegazione logica a quello che mi sta succedendo: mi sembra di impazzire, perché mi rendo conto che la situazione non ha senso, e che per un ragazzo di cui, infondo, non so quasi niente, sto mettendo a rischio il mio bel rapporto, ma nonostante questo c’è una forza più grande di me che mi porta verso Tommaso e non riesco a farne a meno. E’amore? Si possono amare due persone?

Cosa mi sta succedendo?

Antonella

__________________________________________________________________

Ciao Antonella,

innanzitutto voglio dirti che la tua situazione non è poi così insolita: ci sono più persone di quelle che immagini che vivono una situazione simile.

Tempo fa, ti avrei dato una risposta diversa da quella che sto per darti: anni fa, infatti, ero una “talebana dell’amore assoluto” e ti avrei risposto qualcosa del tipo “non si possono amare due persone: se senti il bisogno di tradire Paolo, evidentemente non è amore; e se non senti il bisogno di lasciarlo per stare con Tommaso, evidentemente non è amore nemmeno quello che provi per lui”.

Avevo questa convinzione perché nella mia esperienza personale, quando vivo relazioni importanti, non sono per niente tentata da altri uomini, per quanto siano affascinanti e chiari nel comunicare il proprio interesse nei miei confronti.

Approfondendo il modello BPA© però ho capito che le cose funzionano diversamente.

Continuo a pensare che non si possano amare due persone, ma non penso più che “cercare altro” sia sintomo di mancanza di amore: più semplicemente è sintomo di un amore incompleto, ovvero di “mancanza di qualcosa nella relazione”.

Il principio di bilanciamento, prevede che in una coppia siano soddisfatti 4 bisogni: emotivo, intellettuale, sessuale e progettuale. Quando uno di questi elementi viene meno, può accadere che si cerchi compensazione al di fuori della coppia. Questo non significa non amare il partner, ma ha a che fare con il riconoscimento di un’esigenza  e con la scelta di soddisfarla esternamente.

L’esigenza può essere di qualsiasi genere: più tipicamente è emotiva o sessuale. Questo è, banalmente, ciò che ti sta accadendo: non ti deve stupire o spaventare.

Non è il mio compito dare giudizi morali circa il fatto che sia giusto o sbagliato farlo, ma mi limito a sottolineare un problema: trovare compensazione esterna significa ridurre gli stimoli a migliorare la coppia.

Dal punto di vista funzionale, valuto questa compensazione in base alla situazione: se è un momento passeggero, ad esempio si tradisce il partner in un momento di assenza, resta la valutazione morale che ognuno può dare, ma di fatto non si squilibria davvero la coppia, perchè è qualcosa che nasce e muore e non toglie davvero gl istimoli a migliorare il rapporto.

Ma se il tradimento non è collegato ad una situazione contingente, e questo è il tuo caso, certamente la questione è che ti manca qualcosa e non stai affrontando il problema alla radice e questo problema, generalmente, se trascurato peggiora e non sparisce.

Non so cosa ti manchi, ma sono certa che qualcosa ti manca: fermati, chieditelo, trova la risposta e vedi se puoi trovare azioni che ti aiutano a riportare quel qualcosa nella tua coppia. Se lo farai probabilmente anche questa forte pulsione a cercare Tommaso potrebbe ridursi, perché la tua esigenza sarà soddisfatta nella coppia.

Se non ci riesci ci saranno serie considerazioni da fare prima di decidere di andare a convivere con Paolo….cominciare una convivenza con una relazione già squilibrata non è una buona idea, e non pensare che la convivenza risolverà il problema: non funziona mai così. Se vuoi approfondire il tema del bilanciamento per analizzare più precisamente in che punto sei nel tuo  rapporto, puoi scaricarti le lezioni gratuite o optare per il corso completo sexualpolarity in cui parlo anche di questo.

In bocca al lupo.

Si possono amare due persone?… E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

Post N.22: Ci sono domande e domande...

Ciao,

ci ho pensato un po’ prima di scrivere questo post, perché non volevo rischiare, dovendo condensare un discorso complesso in poche righe, di scrivere qualcosa di troppo banale. Poi, facendo zapping fra i canali, sono incappata in una scena di un film in cui due dei personaggi, un uomo ed una donna cominciavano una lite furiosa partita dal nulla o ed ho pensato che questo post andava scritto in ogni caso.

Lei gli chiedeva: “Vuoi che andiamo a fare due passi?”

Lui: “No”

Lei: “ A me rilassa molto camminare. Vista la situazione, magari un po’ di movimento ci fa distrarre e stare meglio. Ti va?”

Lui: “No, preferisco restare qua”

Lei: “Ecco, non te importa nulla di come sto io…dobbiamo fare sempre quello che vuoi tu”

Lui: “La tua mi sembrava una domanda, non una richiesta…o sbaglio?”

Lui: “Domanda, richiesta … che differenza dovrebbe fare? I tuoi soliti giochi con le parole, le tue solite prese in giro…sei un egoista, insensibile e non hai rispetto per gli altri.”

 

Nella scena dopo, lei ha una crisi nervosa e lui esce sbattendo la porta dopo aver fracassato tutto ciò che sta sul tavolo…cosa ha scatenato questo inferno?

Non si tratta di un banale incidente verbale, ma di sue due stili che si scontrano sia nella comunicazione che nelle modalità di decisione.

 

Parlando di comunicazione, è quasi banale dirlo, ma:

l’uomo che parla in modo più diretto e la donna che comunica in modo più indiretto e sfumato, con più sottointesi.

Partiamo dall’esempio del film: quando una donna chiede ad un uomo se ha voglia di fare qualcosa, spesso, l’uomo considera questa come una domanda e non come una richiesta.

 

 

Ad esempio, quando mia mamma vuole che mio papà faccia qualcosa per lei, chiede “Cosa stai facendo?”, se mio padre risponde semplicemente e non va da lei o non le chiede se ha bisogno di qualcosa, lei si innervosisce. Il punto è che lei non sta chiedendo per avere informazioni (non le interessa davvero cosa sta facendo), ma per ottenere  azioni, ovvero un aiuto….eh si…siamo complicate!

In altre parole

-          per gli uomini: quando una donna ti chiede se hai voglia di qualcosa o se secondo te si può fare, spesso non ti sta chiedendo un’informazione, ma ti sta suggerendo un’azione. Questo non significa che tu lo debba fare, ovviamente, ma che il tipo di risposta che dai dovrebbe essere tarata in base ad una domanda diversa, ovvero “io ho voglia di uscire, vieni anche tu?”. Probabilmente mentre la risposta nel caso di richiesta di informazioni sarebbe “No”, nel caso della richiesta di azione, sarebbe più articolata.

-          per le donne: se chiedi ad un uomo se ha voglia di qualcosa, tendenzialmente lui risponderà dandoti un’informazione che prescinde dal resto, ovvero se lui ne ha voglia oppure no. In quel momento non sta valutando le tue esigenza ma sta solo rispondendo “letteralmente” alla tua domanda. Per questo non devi dare interpretazioni collegando a quella risposta significati che vanno oltre la semplice comunicazione di informazioni. Se non ne ha voglia non significa che non gli importa delle tue necessità, ma che se dipendesse solo da lui non lo farebbe. Di fatto, per quanto ti sembri strano, potrebbe non aver capito che gli stai chiedendo di fare qualcosa e per questo la sua eventuale risposta negativa non va presa come un rifiuto.

 

Ma c’è di più: a volte le incomprensioni nascono anche dalla situazione opposta: l’uomo che chiede qualcosa e nel farlo pensa di “trasmettere” solo una richiesta di informazioni e la donna che in quella richiesta vede altri significati (perché lei è abituata a comunicare così), che in realtà in origine non esistevano.

 

Nel film questo emerge chiaramente: la donna interpreta i comportamento del partner come distante e distaccato, mentre lui si limita a rispondere in modo letterale a ciò che gli viene chiesto.

Lei, sentendosi ignorata, reagisce nervosamente, ma lui mantiene la calma cercando di spiegare la situazione.

Questo irrita ulteriormente la donna, che legge nella domanda del partner un’ironia che non c’è e la sua ulteriore reazione scatena quella rabbiosa dell’uomo.

Ovviamente sto facendo un discorso generale e un po’ “stereotipato”: molti uomini hanno la sensibilità per capire quando la propria partner non sta facendo una domanda, ma sta avanzando una richiesta. Però è importate ricordare questa differenza perché spesso si manifesta in modo più sottile e meno evidente di ciò che accade nel film e quindi  potrebbe essere presente anche nelle tue relazioni, a livelli che tu non percepisci.

 

In generale, il modo per facilitare una comunicazione è, per le donne cercare di essere il più esplicite possibile nel dire ciò che intendono, e per gli uomini di cercare di capire i sottointesi di ciò che ascoltano…ad esempio se ci si trova di fronte ad una semplice domanda-richiesta di informazioni od una domanda più complessa che implica un suggerimento od una richiesta di azioni.

 

Ma nel film si evidenziava anche un’altra differenza, legata al modo in cui si presuppone che debbano essere prese le decisioni “a due”: di questo parleremo in uno dei prossimi post.

 

Per il momento ti saluto e ti do appuntamento alla prossima settimana.

 

 

Ci sono domande e domande… E tu cosa ne pensi?

 

Ciao,

 

Sonia G. parvis.

N. 21 - RIC - la seduzione nella voce

Ciao,

pensi che si possa imparare ad usare la voce per sedurre?

E’ possibile che imparando a modularla, o semplicemente prestando più attenzione a come la usiamo, possiamo risultare più attraenti?

Io ho un amico che sostiene che uno dei tratti più sexy della sua ragazza e che lo ha fatto innamorare è proprio la voce: si sentivano spesso al telefono per lavoro ed ogni volta che chiudeva la conversazione non poteva non pensare a lei per il resto della giornata.

Ho letto recentemente alcune ricerche molto interessanti in merito, che voglio condividere con te, ma intanto partiamo da ciò che sappiamo per certo in merito al legame fra voce e sesso in natura. Innanzitutto è innegabile che la voce abbia una valenza sessuale dal momento che, nell’essere umano, la voce è un elemento di dimorfismo sessuale, ovvero un elemento che differenzia chiaramente i soggetti in base al loro sesso. La voce femminile, infatti, è di un’ottava più acuta della voce maschile: noi riconosciamo immediatamente, nel 99% dei casi, il sesso di una persona dalla sua voce: in qualche modo, la voce è come il seno, la barba, o gli altri attributi sessuali.

Sappiamo anche che c’è una relazione diretta fra la quantità di ormone maschile nel sangue e la gravità della voce ed infatti lunghezza e diametro delle corde vocali dipendono dalla quantità di testosterone; in altre parole, più la voce è profonda, più si è “maschi” dal punto di vista ormonale. Inoltre  è dimostrato anche che la preferenza delle donne per le voci maschili gravi aumenta quando sono nel periodo fertile del ciclo mestruale: questo dovrebbe significare che le donne – inconsapevolmente – giudicano più interessante a fini riproduttivi un uomo con la voce profonda.

La ricerca più interessante che ho letto su questo tema è stata pubblicata da Puts nel 2005 sulla rivista  “Evolution and human behaviour” che ha evidenziato alcuni risultati interessanti:

- nel campione di uomini dai 18 ai 25 anni da lui analizzato gli uomini con la voce più profonda hanno avuto un maggior numero di partner sessuali di quelli con voce acuta;

- le voci degli stessi uomini fatte ascoltare a un campione di donne ha dimostrato come quelli con voce profonda fossero preferiti per relazioni a lungo termine;

- alterando elettronicamente alcune voci acute e rendendole più gravi, gli stessi uomini risultavano più attraenti di prima, ma solo per le donne in periodo fertile.

Anche per le donne valgono risultati analoghi. Infatti, le donne con voci giudicate più piacevoli e femminili hanno avuto il primo rapporto sessuale ad un’età significativamente inferiore e hanno avuto un maggior numero di partner sessuali sia stabili che occasionali.

Non si sa se questo significa che donne con voci più femminili hanno una maggiore propensione all’attività sessuale o se risultano più gradite agli uomini, ma l’indicazione è interessante.

Al di la delle statistiche la voce è certamente una arma di seduzione: ci hai mai pensato? Come potresti usare questa informazione?

Ovviamente non puoi modificare più di tanto la voce che la natura ti ha donato (anche se una mia amica attrice, non sarebbe d’accordo con questa affermazione…), però puoi imparare ad essere consapevole di come usi la tua voce: tono, volume, velocità…

La voce è qualcosa che usi in modo quasi inconsapevole, ma imparare ad usarla è più facile di quanto immagini. Concentrati su una cosa alla volta. Il mio consiglio è di partire dalla velocità e il ritmo con cui parli perché è questo è un aspetto facilmente controllabile. Una voce con un ritmo troppo veloce è poco sexy, mentre un ritmo troppo lento è noioso. Innanzitutto comincia a prestare attenzione al tuo ritmo e poi alteralo per vedere come funziona meglio.

Allenandoti diventerà più facile controllarlo quando lo desideri.

 La voce e la seduzione… E tu cosa ne pensi?

Sonia G. Parvis

N. 20 - Imparare a fare spazio

Ciao,

hai mai pensato che per fare spazio a qualcosa di nuovo è necessario buttare via ciò che abbiamo di vecchio?

Ci pensavo ieri quando sono tornata a casa con un paio di scarpe nuove: sono rientrata, ho ammirato per qualche secondo le mie scarpe - bellissime, di quelle che vorresti mettere ogni giorno  - poi ho aperto il mio armadio-scarpiera ed ho inutilmente cercato un posto dove metterle.  La selva di scarpe che ho già – io sono un po’ maniaca, come molte donne -  mi impediva di trovare uno spazio in cui metterle in modo tale da poterle vedere ogni volta che devo decidere cosa indossare.  Una situazione banale che avrei potuto risolvere in due modi. Avrei potuto forzare la situazione ed infilarcele in qualche modo. Se l’avessi fatto avrebbero certamente seguito il destino di molte altre paia prima di loro: dopo averle indossate un paio di volte mi sarei dimenticata di averle comprate e, perse nel gran numero di scarpe, non vedendole facilmente, non le avrei più usate.

L’alternativa era quella di mettere da parte altre scarpe che non usavo da tempo e fare DAVVERO spazio alle scarpe nuove.

Sarà deformazione professionale, ma questa situazione mi ha fatto pensare a quelle donne, fra cui alcune mie amiche, che dicono di cercare una relazione e che poi passano le giornate in ufficio fino a tardi e le serate in casa a guardare la televisione, ad alcuni clienti che vivono da anni con qualcuno che non amano e si dicono pronti a lasciarlo quando “arriverà la persona giusta”, oppure a quegli uomini che saltano da una storiella all’altra dicendo che poi, quando arriverà “quella giusta”, cambieranno stile di vita…

Non sono  forse facce diverse della stessa situazione?

E’ proprio la situazione che spesso viviamo nella nostra vita: vogliamo cose nuove, ma spesso non facciamo posto per poterle accogliere. Questo vale anche per le relazioni: desideriamo una nuova relazione o portare cambiamenti in quella che abbiamo ma non “facciamo spazio” per le novità che ricerchiamo.

Anche se sembra razionale pensare di aggrapparci a ciò che abbiamo in attesa di ciò che desideriamo, in realtà non lo è. Ciò che c’è già occupa spazio, ovvero tempo ed energie, e ci ruba il tempo per ciò che vogliamo davvero. Un uomo che dedica il suo tempo a fare sempre nuove conquiste e trovata una donna è già in cerca di quella dopo, non si comporterà in modo da costruire con qualcuno un percorso insieme: rischia di restare incastrato in un gioco perenne di ricerca di qualcosa che non arriva. Una donna che si aggrappa al lavoro e alla casa, ovvero a ciò che le ha dato certezze fino ad ora, difficilmente dedicherà il suo tempo ad uscire, conoscere nuove persone, sviluppare quelle relazioni che possono creare le condizioni per far nascere un nuovo rapporto. La persona che si ostina a non tagliare definitivamente i ponti con una persona che non ama, rischia di non avere gli stimoli e la spinta per cercare una persona nuova che sia “quella giusta”.

Lo stesso vale per chi ha già una relazione e non la “libera” di questioni vecchie per far spazio a soluzioni nuove, per timore del cambiamento. Spesso per far spazio alle novità ci vuole la forza e l’intraprendenza per rischiare: lasciare ora quello che non funziona per far spazio a ciò che cerchiamo.

Far spazio richiede avere la forza di lasciare ciò che c’è senza sapere cosa verrà… Questo va fatto anche se quello che desideriamo non c’è ancora, anche se significa lasciare un vuoto per un po’, anche se implica abbandonare le nostre abitudini, anche se è doloroso per noi e per gli altri.

 Avere la forza di buttare il vecchio per far spazio al nuovo… E tu cosa ne pensi?

 Sonia G. Parvis

N. 19 - Di quello che ti piace!

Ciao ,

una domenica, anni fa, mi aggiravo per casa con una t-shirt misura XL (io porto la M), i capelli raccolti con una pinza colorata e dei calzettoni. La persona con cui stavo, mentre passavo in soggiorno si è fermato ad osservarmi. Io, essendomi accorta che aveva interrotto la lettura del suo libro per guardarmi, ho pensato che stesse per prendermi in giro sulla mia “grazia” e su come mi ero conciata quel giorno e invece mi ha detto con un sorriso: “Ma allora, stamattina, vuoi proprio provocarmi!”

Sono rimasta davvero stupita, perché mi sentivo davvero trasandata in quel momento, poi ho pensato ad uno scherzo ironico ed ho cercato di difendermi dicendo “Dai, non prendermi in giro!”, ma non ci sono riuscita perché mi aveva già attirato sul divano per baciarmi. 

Un’altra volta, invece mi è successo qualcosa di opposto: stavo trascorrendo uno splendido week-end a Portofino con l’uomo con cui uscivo in quel periodo. Quel giorno mi sentivo molto carina: ero in forma, abbronzata e con un vestitino che trovavo molto sexy. Ci trovavamo vicini a dei mega-yacht, nel famoso porticciolo e stavamo scherzando pensando a cosa avremmo fatto se fossi stati ricchissimi. Io gli ho chiesto qualcosa circa cosa avremmo potuto fare e lui mi ha detto: “Sonia, eh… ma se fossi ricchissimo starei con una diversa da te” . Poi visto il mio sguardo allibito, si è affrettato a chiarire che stava scherzando e che non pensava ciò che aveva appena detto. Sinceramente credo davvero che scherzasse, ma questo non cambia come mi sono sentita in quel momento.

Come è forse ovvio, ricordo il primo come uno degli uomini della mia vita che più mi ha fatto sentire bene e felice, mentre il secondo, per quanto mi piacesse moltissimo, lo ricordo come una persona con cui non sono mai riuscita a sentirmi davvero rilassata e a mio agio, a causa della sua ironia spesso giocata sul mio aspetto o sulla mia età, nonostante io mi consideri una donna mediamente attraente. Come conseguenza di questo disagio, non sono mai riuscita a dargli il livello di dolcezza e calore che ho dedicato ad altri uomini.

Perché te lo racconto?

Perchè, se sei un uomo, la prossima che ti capiterà di desiderare che una donna sia più dolce ed allegra quando è con te, vorrei che non sottovalutassi l’importanza di dimostrarle quanto la vedi bella e la trovi attraente.

E’ molto importante per una donna – anche la più “tosta” ed autonoma  - sentirsi apprezzata in questo, quindi fallo ogni volta che noti con piacere qualcosa di lei: dille quanto ti piace quanto sorride o quando ti piace sentirti  accolto in modo caldo, sottolinea come è bello vederla muoversi in un certo modo, o sentirla parlare con un certo tono di voce. Scegli ciò che più ti fa percepire come femminile la tua compagna e rendila consapevole di quando lo fa e di come lo fa mostrando ogni volta il tuo gradimento: molto spesso noi donne non siamo consapevoli di ciò che piace davvero ai nostri partner.

Se lo farai, oltre che renderla più felice – perché a tutti piace sentirsi apprezzati - il continuo rinforzo di questi comportamenti, li renderà sempre più frequenti, rendendo lei più femminile ed aumentando l’attrazione fra voi due. Al contrario, lo scherzo e l’ironia sull’apparenza fisica di una donna, è quasi sempre negativo in un rapporto: anche quando ti sembra che non sia così perché lei sta al gioco e magari ci ride.

Come spiego anche nel corso Sexualpolarity, l’essenza femminile risponde positivamente all’apprezzamento: per una persona con una forte essenza femminile, sentirsi apprezzata anche per il proprio aspetto ed il proprio corpo, oltre che per le sue altre doti è essenziale. Quando “obblighi” la tua partner, ad allontanarsi dalla sua essenza femminile, per esempio prendendola in giro o criticandola sul suo aspetto, in qualche modo la sbilanci e riduci la sua capacità di attingere alla propria essenza sessuale. Questo, anche se non genera tensioni immediate, genera squilibri di polarità che poi danneggiano l’attrazione sessuale.

 Il femminile viene esaltato dall’apprezzamento… E tu cosa ne pensi?

 Sonia

N. 18 - DOMANDA: sai cos'è la Sindrome delle Lune?

Spesso i lettori del blog mi scrivono privatamente per porre delle domande sulla propria situazione personale ed io, quando ho tempo, a volte rispondo sul sito nella sezione domande. Proprio ieri ne ho ricevuta una interessante ed ho pensato che potrebbe essere utile condividerla con tutti, perché spesso le esperienze degli altri ci aiutano a mettere nella giusta prospettiva le nostre. Per questo, di tanto in tanto, ti proporrò dei post con delle domande che ricevo: li riconoscerai perché  il titolo comincerà con la sigla “Domanda”.

 

La domanda di oggi è questa (nomi cambiati e storia riassunta, ovviamente):

Ciao,

sono Susanna, ho 41 anni separata da 2 anni e da alcuni mesi sto vivendo la mia prima nuova storia d'amore con Giorgio un uomo poco più grande di me, che però rifiuta le parole fidanzato, coppia, stare insieme. Lui non è mai stato sposato, ha rinunciato per paura e insicurezza. Anche le storie successive, le ha sempre abbandonate. A volte dice che sta bene cosi con mille impegni e mille amici, a volte dice che vorrebbe un punto di riferimento. Io ho accettato il suo non impegno perchè all'inizio ci poteva stare, per dargli tempo..ma ora vorrei vivere questa storia in modo normale. Poter dire che stiamo insieme: non necessariamente fidanzarsi.

Dice che mi vuole bene, che sta bene con me come con nessun’altra, che non vuole che vada via, che pensa sempre a noi ma non riesce ora ad andare oltre. Non può dire che è innamorato, e non si lascia andare. Dice che ha paura di soffrire e di essere felice!? Che se prova ad abbassare le barriere teme di stare male. Sembra che non sappia cosa vuole,come se questa sua continua ricerca fosse ormai una scusa per non fermarsi mai con qualcuno.

Tra noi sembrerebbe ci siano 3 delle componenti di cui parli: acqua,fuoco e aria. Vorrei anche la quarta. O almeno provare a viverla, davvero. Se no come ci si conosce, se ci si limita in tante cose? Non so più se ha un senso per me aspettare o no. Il dare tempo mette me in situazione di instabilità emotiva e lui in posizione di comodo. So che dovrei dirgli che cosi non sta più bene, ma ho paura di sbagliare i tempi, perchè anche se mi rendo conto che è immaturo e egoista, lo credo sincero nell'affetto, nelle paure e nelle insicurezze.

Possibie che l'unico modo sia andarmene sperando in una sua reazione alla mia mancanza? Sono molto confusa. Se ti va di darmi un parere.

 

 Grazie.

 

Ciao Susanna,

la tua storia mi ricorda quella di una amica: è stata per oltre 9 mesi con un uomo che amava ma che la trattava come fosse un'amica: non voleva che se ne andasse, ma nemmeno farla avvicinare troppo dal punto di vista emotivo. Chiamo questa situazione  "Sindrome delle lune": un insieme di atteggiamenti che mettono in atto quelle persone (spesso uomini) che vogliono partner che circolino nella loro orbita e non se ne allontanino, ma nemmeno che  si avvicinino troppo.

E’ una sorta di gioco infinito: se ti allontani troppo fanno qualcosa per riprenderti, ma se ti avvicini oltre un certo limite definito da loro, ti respingono. Spesso poi sanno farti sentire in colpa perché cerchi di portare la relazione in una direzione: dicono che forzi per imporre la tua volontà.

Comunque, l’uomo della mia amica era simile al tuo: allergico alle relazioni. La donna prima di lei era rimasta "appesa" in un rapporto con lui che non andava da nessuna parte per anni senza cavarne un ragno dal buco. La mia amica invece ha sbloccato la situazione dopo mesi di patimenti ....andandosene.

La sua mancanza lo ha obbligato a chiedersi cosa volesse davvero. E ha capito di volere lei: ora convivono da 3 anni.

Questo atteggiamento che chiamo Sindrome delle Lune è dettato da una forma di infantilismo: volersi lasciare aperte tutte le strade possibili, senza capire che per avere qualcosa di importante e vero devi sceglierla. Scegliere una cosa, significa escluderne delle altre. In altre parole non scegliere, non significa avere potenzialmente tutto, ma significa non avere nulla in modo davvero profondo.

Credo che Giorgio vada costretto a scegliere se vuole diventare uomo, facendo scelte di campo, oppure se vuole restare ragazzino. Mettilo - con fermezza ma dolcezza - di fronte al tuo allontanamento. .

Quello che può succedere è questo:

- se tiene a te, ti verrà a cercare

- se non ci tiene abbastanza, perderai ...ciò che di fatto non hai ancora...quindi non perderai nulla.

Hai 41 anni...questi sono anni preziosissimi per una donna: non consumarli in attese inutili, ma cerca di costruire la tua serenità e felicità futura.

Ciao,

Sonia G. Parvis

N. 17 - Il sesso è lo specchio dell'anima

 

Ciao,

se gli occhi sono lo specchio dell’anima lo è a maggior ragione il sesso.

Il modo migliore per sapere come è davvero una persona, nel profondo della sua anima, è vedere come fa l’amore.

Non lo dico in senso metaforico, ma in senso proprio: il momento in cui si è coinvolti in un incontro sessuale è il momento in cui siamo più fedeli a noi stessi perché ci sono molti meno filtri sociali.

Per questo, molto spesso, dal modo in cui una persona vive la sessualità è facile dedurre quanto una persona sia disposta ad aprirsi al suo partner, quanto sia incline al farsi coinvolgere dalle situazioni o quanto abbia la tendenza a restare in controllo evitando di lasciarsi andare, quanto sia focalizzato su se stesso o attento all’altro, quanto trovi tranquillità nel seguire delle regole o quanto si diverta nell’esplorare realtà diverse. Anche una relazione, come una persona si può comprendere meglio attraverso la sua dimensione sessuale. Far l’amore è un momento importante di crescita e di comunicazione perché in quel momento siamo “piacevolmente obbligati” a interagire con un’altra persona e, soprattutto, a riconoscere che c’è qualcuno al di fuori di noi, che c’è qualcuno che vive la nostra stessa esperienza ma da una prospettiva diversa, che c’è qualcuno a cui possiamo dare qualcosa e che ci può dare qualcosa.

E’ proprio nel modo in cui ci dedichiamo a ricevere e nel dare quel “qualcosa”  che riveliamo noi stessi e lo facciamo in un modo che è unico per ognuno di noi.

Proprio perché il sesso è lo specchio dell’anima, è anche una delle aree in cui più facilmente si scaricano tensioni, dubbi, malumore e stanchezza. Tutti sono consapevoli di questo, ma è importante anche vedere questo collegamento nella direzione opposta, ovvero: se la qualità della relazione può influenzare il sesso, perché la qualità del sesso non potrebbe influenzare la relazione?

Hai mai pensato di provare a portare cambiamenti nelle relazioni proprio a partire dalla sfera sessuale?      

Se ci pensi, essendo il momento sessuale quello meno “logico” e controllato, è anche quello in cui è più facile far passare messaggi all’altra persona e indurre cambiamenti nel rapporto di coppia. Lo stesso stimolo che proposto in modo “consapevole” , logico , discorsivo può incontrare resistenze da parte del partner, potrebbe “andare a segno” se scegli di farlo passare al tuo partner attraverso la parte fisica e sessuale dove non trova le stesse barriere.

Vuoi portare più dolcezza nel tuo rapporto? Perché non provi a vivere più dolcemente il tuo rapporto fisico con il partner?

Vuoi dimostrazioni di affetto più appassionate dal tuo compagno? Perché non cominciare dal rendere più appassionato il tuo rapporto sessuale?

Vuoi maggior rispetto dei tuoi ritmi e dei tuoi tempi nella vita quotidiana? Perché non farlo a partire dal rapporto sessuale?

Più in generale ti chiedo, cosa potresti “sperimentare” di  diverso nel tuo rapporto sessuale per vedere se ha riflessi positivi nella tua relazione?

 Usare il rapporto sessuale come metafora del rapporto di coppia… e tu cosa ne pensi? E soprattutto…perché non farlo?.

 

Sonia G. Parvis

Condividi contenuti