Domande e risposte

In questa sezione, sono riproposte alcune delle domande e risposte che ho ricevuto in privato o generate dai post. Ho scelto di pubblicarle, ovviamente cambiando i nomi ed alcune informazioni personali,  perchè  trattano temi che credo possono essere interessanti per tutti.

Se hai domande, scrivi a sonia.parvis@gmail.com: con un po' di pazienza riceverai una risposta  in questa pagina, ovviamente senza che sia riportato il tuo nome o il tuo indirizzo.
 

Ecco l'elenco delle domande pubblicate, clicca sul titolo che ti interessa per leggere la risposta:

 

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COME RECUPERARE UN RAPPORTO

Ciao,

mi chiamo Carlo, ho 38 anni e sono di Milano. Ho letto con interesse il post ed ho una domanda un po' provocatoria da farti.

Va bene assumersi la responsabilità del funzionamento di un rapporto, ma non credi che se pensassi di sapere cosa va fatto lo avrei già fatto?
Se nella mia relazione manca una o più cose, e ho già provato a fare quello che potevo per migliorarla, cosa dovrei fare in più?

Un conto è dire "fai la tua parte", un conto è spiegare quale sarebbe la mia parte. Se c'è qualcosa che potrei fare e non lo so, come faccio a farla?
Spero che la domanda non ti infastidisca e ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta.  
Carlo
 

Ciao Carlo,

certo che non mi infastidisce la tua domanda: Sexualpolarity è un sito dedicato anche al confronto e quindi sono benevenuti tutti i contributi: anche quelli critici. Purtroppo dal tuo messaggio non capisco quale sia la questione che desideri risolvere e quindi posso solo risponderti restando su temi generali. Lo faccio dandoti due spunti di riflessione:1. è ovvio che tu abbia già messo in pratica tutto quello che ti è venuto in mente. se niente ha funzionato, il punto è proprio quello di affrontare la questione da un'altra prospettiva, applicando idee nuove. Perchè non ascolti le lezioni del corso (in particolare quelle sul concetto di polarità e bilanciamento )e provi a metterle in pratica? Sono idee e prospettive innovative, poco conosciute: credo possano essere utili. più in pratica: la ricetta che mi sento di suggerirti non sapendo precisamente qual'è il punto che vuoi affrontare è la seguente. Ti suggerisco questa perchè funziona quasi per tutto. La mia ricetta é: qualsiasi cosa tu desideri sia più presente nella tua relazione, metticene il doppio.Mi spiego: vuoi che la tua partner dimostri di più il suo affetto? Dimostralo tu il doppio di quando desidereresti ti fosse mostrato. Vuoi più tempo condiviso? Organizza tu momenti per stare insieme. Vuoi che le tue idee siano rispettate? Rispetta tu le sue e dimostra che per te sono importanti.Se il tuo partner è interessato come te a restare nella relazione, questa strategia funziona sempre tranne in due casi: quando desideri che l'altro faccia più cose per te, o quando desideri più contatto fisico o sessuale. Se è uno di questi due casi, riparliamone.

Ciao,

Sonia G. Parvis

 

SESSO ALTERNATIVO

Ciao,

sono sposata da 10 anni e lo scorso anno ho trovato un po' di stanchezza nel mio rapporto. Non che le cose non andassero più bene, ma era un po' come se entrambi avessimo perso interesse: prima lui e poi gradualmente io. Comunque, la mia esperienza è un po' diversa da quella che proponi nel post "O famo strano", perchè una sera sull'onda di una trasmissione tv, abbiamo cominciato un gioco vagamente sado-maso e devo dire che questa cosa ha riacceso l'interesse in entrambi. Non sto parlando di cose troppo strane, ma tipo mani legate , sesso un po' più duro, ecc. ed effettivamente da allora l'introduzione di questo gioco ha riacceso la passione.

Secondo te?

L.C.
 

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E' da un pò di tempo che io e la mia compagna abbiamo un pensiero strano e cioè di farlo in tre con l'aggiumta di un maschietto; nel parlarne la cosa è molto eccitante per entrambi ma poi nel realizzarlo ci blocchiamo e tutto diventa difficile e di fatto la cosa rimane solo a livello verbale.

Cosa ne pensi?

Anonimo

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Ciao L.C.,

innanzitutto complimenti per aver "riattivato" il tuo rapporto. Quello che mi scrivi è molto interessante e non nega affatto quello che dicevamo, ma anzi lo rafforza. I gioco a sfondo BDSM, sono  molto interessanti dalla prospettiva dell'applicazione della polarità. Quello che tu mi descrivi come un gioco vagamente sadomaso, appare più precisamente come un gioco di Dominazione. In queste situazioni, quello che accade, è che  viene esplicitata in modo un po' più "coreografico"  una delle espressioni della polarità. Forse ricorderai che, nel corso BPA, ad un certo punto, parlo del fatto che perchè ci sia polarità, deve esserci uno prende ed uno che è preso. Per definizione una situazione di Dominazione prevede questi due ruoli: una persona ha, per la durata del gioco, un "potere" sull'altra. Questo crea differenziale e quindi sollecita la polarità: di fatto è una delle mille declinazioni che la polarità può avere. Ovviamente non è necessario che ci sia questo tipo di rapporto fisico perchè ci sia polarità: è solo una delle possibili manifestazioni. Quello che è successo forse, è che nella tua coppia la polarità si era spenta, magari per i ruoli nella vita quotidiana della coppia che tendevano a convergere e quindi la caratterizzazione maschile e femminile di voi due si era un po' neutralizzata. Questo gioco ha riattivato - anche se nel momento specifico del sesso - la vostra "differenza" e quindi la polarità. La cosa interessante è che, dal momento che non siamo fatti a compartimenti stagni, una volta attivata in un gioco sessuale, la polarità tende a permeare anche gli altri ambiti della vita e quindi ad energizzare il rapporto nel suo complesso. Ti ci ritrovi?

Ciao,

Sonia G. Parvis

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Ciao "Anonimo",

una canzone diceva "La geometria non è un reato".. :-)

In effetti, penso che ciò che accade fra adulti consenzienti, qualunque cosa sia, in fondo  sia del  tutto lecito. Ma non voglio limitarmi a darti questa risposta un po' banale, da posta del cuore.

La sperimentazione, soprattutto in una coppia consolidata è positiva, ma allo stesso tempo non va sottovalutato il valore delle fantasie. A volte qualcosa di trasgressivo  è più eccitante nell'immaginato che nel vissuto.

Prendiamo il rapporto a 3 di cui parli: se io lo immagino e ne parlo con il mio compagno, magari in una situazione intima, posso trovarlo molto sexy ed eccitante perchè lo costruisco mentalmente proprio come lo voglio e perchè in quel momento il fatto di parlarne sta creando legame e complicità  con il mio uomo.

Prefiguro la situazione e me la vivo mentalmente con quel grado di luce soffusa che piace a me, con quella specifica  temperatura dell'ambiente e dei corpi che è per me particolarmente piacevole, con un terzo partecipante fisicamente perfetto, oppure con caratteristiche particolarmente eccitanti...ed è una cosa.

Se lo dovessi vivere potrebbe essere ancora più eccitante ma anche molto  meno stimolante che nella mia fantasia. Nella realtà, la situazione che genera il triangolo potrebbe non essere così coinvolgente,  l'ambiente potrebbe essere una fredda camera d'albergo, il terzo non proprio il mio tipo, la presenza del mio compagno potrebbe mettermi in un imbarazzo che non avevo ipotizzato prima, ecc...

Allora quello che ti dico è: nessun problema con  la sperimentazione, ma prima goditi fino in fondo lo stimolo che ti viene da quella fantasia. Vivila fino in fondo con la tua compagna, giocaci, esplorarala lasciandola a livello immaginato.

Se dopo deciderete che volete davvero farlo, ti suggerirei di non aver fretta e non forzare: non fare qualcosa stile "armiamoci e partiamo" ma piuttosto  punta a creare le situazioni giuste e vedi cosa succede senza aspettative. Se dopo un po' di tempo  le situazioni non portano a "concretizzare" in modo fluido, probabilmente è solo una fantasia che tale deve restare.

Visto il fatto che non siete convinti, valuta anche il post-trasgressione: come ti sentiresti dopo? Potrebbe ingenerare tensione nella tua coppia ? guarderesti la tua compagna con gli stessi occhi? lei si sentirebbe la stessa ai tuoi occhi?

Se la risposta è che la guarderesti con gli stessi occhi o con occhi più innamorati per la complicità e  sintonia di desideri che questo ha creato fra voi...bene.

Se pensi che potrebbe esserci anche una remota possibilità che faccia  sentire a disagio uno di voi...attenzione a non creare disequilibri difficili da recuperare!

Nel frattempo...via libera alla fantasia :-)

 

Sonia

PERCHE' NON FUNZIONA "METTERE IN DISCUSSIONE" UN UOMO

Ciao Sonia.

Innanzitutto complimenti per il tuo sito che direi originale e di aiuto "concreto".Sono assolutamente d'accordo con la tua affermazione "Il rapporto con l'Altro è forse l'esperienza che più di ogni altra ci porta a guardare davvero dentro di noi, e ci costringe a metterci in discussione", ma la domanda è: se all'interno della coppia è sempre e solamente uno dei due che si mette in discussione, mentre l'altro si lamenta senza però fare nulla, ci sono possibilità di un rapporto comunque equilibrato?

A presto,

Beatrice
 

Cara Beatrice,

grazie perchè nel tuo post tocchi un punto importante, ovvero che una coppia per definizione la si costruisce in due. Mi chiedi se ci sono possibilità di costruire un rapporto equilibrato se solo una delle due persone si mette in discussione. Potrei rispondere per ore su questo tema in senso teorico, ma voglio fin dal primo post , non perdermi in teorie, ma dare consigli concreti per quanto posso. Dal tono del tuoi messaggio, mi sembra di intuire - correggimi se non è così -  che la tua domanda VERA sia un'altra, ovvero: cosa posso fare per indurre il mio partner ad impegnarsi a migliorare la nostra relazione, così come provo a fare io?Non  conosco la tua situazione particolare, ma supponendo che tu sia eterosessuale, immagino che il tuo compagno sia un uomo e  conosco "abbastanza" gli uomini. Li conosco abbastanza da darti questo consiglio: non chiedere MAI ad un uomo di "mettersi in discussione" all'interno di un rapporto. E' una richiesta che spaventa: viene vissuta come una richiesta di cambiare e quindi come una dichiarazione che lui non va bene così come è. Se vuoi migliorare la situazione chiedigli "il suo aiuto per capire insieme come  migliorare la situazione". Non è una banale questione di parole: è che nel primo modo tu muovi implicitamente una critica e nel secondo chiedi un contributo. In altre parole nel primo caso comunichi sfiducia (non sei come dovresti essere), nel secondo fiducia (possiamo farlo insieme ed ho bisogno del tuo contributo). Nel corso gratuito tocco questi temi nella parte dedicata alla polarità sessuale e di comunicazione. E' difficile che un uomo si metta in discussione sulla base di una richiesta esterna: farlo significherebbe dire in qualche modo che lui ha sbagliato fino a qui e questo non è facile. E' più facile che si metta in discussione perchè ha "deciso che vuole" e partendo da piccole azioni concrete più che da ripensamenti complessivi. Non chiedergli di cambiare, chiedigli di essere protagonista di una decisione. Nel concreto, parti da una cosa, una sola: chiedigli un passo, un'azione concreta e misurabile da fare. Decidete cosa  insieme e poi fatelo. Va da se che se la situazione è estrema e lui non è disposto nemmeno a parlarne, allora forse ciò che va messo in discussione è il rapporto complessivo.

.In bocca al lupo, Beatrice.

Sonia G. Parvis

 

 COMUNICARE CON L'ALTRO SESSO

Ciao Sonia,

è molto interessante il post: effettivamente mi trovo in questa situazione praticamente ogni settimana con il mio ragazzo. Lui dice che, quando dobbiamo decidere qualcosa, io parlo troppo e lo ricopro di una valanga di parole e che poi lui non capisce più nulla e che è per quello che poi litighiamo. Io però non capisco: come possiamo decidere per il meglio se io non gli do tutte le informazioni che servono? Non credi che se io facessi come dici tu, ovvero dicendo solo 2 o 3 cose alla fine la decisione non sarebbe quella giusta? Non credi che se mi ama davvero dovrebbe avere interesse a capire tutto quello che si agita dentro la mia mente ed il mio cuore?

Grazie, e complimenti per il corso: l'ho trovato davvero interessante e utile.

Giovanna

Ciao Giovanna,

mi chiedi: come si fa?

Io capisco perfettamente cosa intendi: anche per me è importante , prima di una decisione, mettere in campo tutte le questioni per poter prendere al decisione giusta, però ho imparato a cambiare prospettiva. Ti dirò una cosa che forse ti stupirà: in molte occasioni quello che a noi donne sembra importante per gli uomini è quasi irrilevante. Molto spesso nel prendere una decisione loro vogliono semplicemente arrivare ad un punto e chiudere la discussione piuttosto che andare in una direzione precisa. Usa questo a tuo vantaggio: in fondo ciò che vuoi è che accada qualcosa più che discutere tutto nel dettaglio. Quindi ciò che devi fare è:

1. scegli in quale direzione vorresti portare la decisione

2. scegli 3 elementi logici importanti a supporto di quella direzione

3. proponili al tuo fidanzato dicendo che avresti mille altre ragioni ma che infondo quelle tre da sole potrebbero bastare a decidere in un senso.

4. se lui accetta, bene; se non accetta, e parte una discussione non ampliare troppo il campo: continua a stare sui quei tre elementi e fallo nel modo più logico possibile.

In questo modo, avrai due vantaggi:

1. lui capirà che anche tu vuoi giungere ad una conclusione velocemente e non si innervosirà pensando che stia per partire una delle vostre solite discussioni che terminano in litigio

2. potrai discutere in un modo che è più vicino a lui e  sarà meno probabile litigare.

Probabilmente ti accorgerai anche che dando alcune informazioni chiare e precise, lui aderirà più facilmente alla tua proposta anche con l'obiettivo di chiudere la discussione e passare oltre, perchè da quanto capisco, ciò che vuole evitare è di sentirsi  "assalito" dalle tue parole. Se la decisione non è di vita o di morte e le tue 3 argomentazioni sono sensate, è probabile che dica di si e che poi...possiate godervi il tempo che potete passare insieme. Fammi sapere come è andata...  

Ciao,  

Sonia

 

 
DIFFERENZE FRA VENTENNI E QUARANTENNI

Ciao Sonia,

condivido molto la tua idea che sesso e coccole sono 2 modi diversi di cercare la stessa cosa, partendo da ciò che ci fa meno paura. Quando ho letto il post sono rimasto colpito perchè è ciò che avevo sempre sentito dentro di me, ma non ero mai riuscito ad esprimere questa idea in un modo comprensibile agli altri. Però ho una domanda: sono un uomo e ho 45 anni. Negli ultimi 10 anni io personalmente ho visto una differenza nelle donne  rispetto a quando ero sui trenta. Sempre più spesso mi capita di avere a che fare con donne che passerebbero subito ad un approccio sessuale, mentre un tempo volevano di più tenerezze e parole prima di  "arrivare al dunque". Questa cosa , a volte, mi lascia perplesso.Da cosa dipende secondo te? E' che ora che sono "più grande" ho a che fare con quarantenni ed una volta, invece, con ragazze più giovani? O è che proprio le donne sono cambiate negli ultimi 10 anni?  

Ciao,

Giulio
 

Ciao Giulio,

mi chiedi, di fatto: sono cambiate le donne o sono diverse le 40enni dalle 25 enni?Direi che sono vere entrambe le cose e nel dirlo emerge qualcosa di contraddittorio. E' vero che le donne sono cambiate, nel senso che il costume è cambiato: pensa a Sex and the City che propone una idea del sesso come una qualsiasi altra forma di relazione umana: ovvero, credo che sarebbe piacevole interagire sessualmente con quell'uomo e allora...lo faccio! Anche prescindendo da un coinvolgimento emotivo. Penso che 10 anni fa molte donne si sarebbero sentite imbarazzate nell'affermare che si trovavano in sintonia con il modello di relazione con gli uomini proposto in quel telefilm, mentre oggi trovi la signora al supermercato che ha la suoneria di Sex and the City sul cellulare....Allo stesso tempo è vero che mediamente una 40enne è molto più consapevole della sua sessualità e dei suoi desideri di una 25enne, ma soprattutto ha spesso la mente libera da una serie di questioni che invece  premono molto ad una donna di 25 anni. In generale una 40enne ha già avuto un compagno fisso, spesso ha già avuto un figlio, ha già dato una direzione alla sua vita: in altre parole, può relazionarsi agli uomini in modo più rilassato perchè ha già avuto  una serie di elementi nella sua vita che una venticinquenne sta ancora cercando. In realtà la questione è ancora più complessa: non è vero che i costumi sessuali si evolvono (ne parlerò a breve in un post), ma piuttosto ciclano. Le 25enni di oggi vivono - mediamente -  la sessualità in un modo più "conservatore" di chi aveva 20 anni negli anni ottanta...c'è un ritorno ad un approccio al sesso più cauto. Quindi c'è anche la componente culturale: le 40enni vengono da un background culturale diverso dalle 25enni, rispetto al sesso. Credo che la ragione di ciò di cui parli sia un insieme di queste 3 cose e capisco che per te sia alle volte "strano" e ti lasci perplesso. Quello che ti consiglio è: lasciati andare! Se una donna ti piace e ti esprime apertamente il suo desiderio...goditela. Se il tuo imbarazzo deriva da remore morali, lascia perdere: in amore,  l'unica cosa amorale è la violazione dell'altrui e della propria volontà. Se invece sei a disagio perchè una situazione del genere non ti fa vivere serenamente il sesso, ok: fai un passo indietro e vedi cosa succede. Se non sarai troppo brusco nel ritirarti, ma farai capire all'interessata che ti attrae e  ti piace molto, ma i tuoi tempi sono diversi, aspetterà.

Ciao,

Sonia
 

SE LUI E' ALLERGICO ALLA PAROLA AMORE

Ciao,
sono Susanna, ho 41 anni separata da 2 anni e da alcuni mesi sto vivendo la mia prima nuova storia d'amore con Giorgio un uomo poco più grande di me, che però rifiuta le parole fidanzato, coppia, stare insieme. Lui non è mai stato sposato, ha rinunciato per paura e insicurezza. Anche le storie successive, le ha sempre abbandonate perchè non riesce a concretizzare .
All'inizio parlava di scelta razionale: pensava che fosse una buona idea mettersi con una amica che sa gli voleva bene per avere una cosa sicura e tranquilla.
A volte dice che sta bene cosi con mille impegni e mille amici, a volte dice che vorrebbe un punto di riferimento. Io ho accettato il non impegno perchè all'inizio ci poteva stare, per dargli tempo..ma ora vorrei viverla in modo normale. Poter dire che stiamo insieme.Non fidanzarsi.

Dice che mi vuole bene, che sta bene con me, che non vuole che vada via, che pensa sempre a noi ma non riesce ora ad andare oltre. Non può dire che è innamorato, a volte dice che è una cosa che ormai come da giovani non si prova più e certo ora è diverso, però lui non si lascia andare. Dice che ha paura di soffrire e di essere felice!? Che se prova ad abbassare le barriere teme di stare male. Sembra che non sappia cosa vuole,come se questa sua continua ricerca fosse ormai una scusa per non fermarsi mai con qualcuno.

Tra noi sembrerebbe ci siano 3 delle componenti di cui parli: acqua,fuoco e aria. Vorrei anche la quarta. O almeno provare a viverla, davvero. Se no come ci si conosce, se ci si limita in tante cose? Non so più se ha un senso per me aspettare o no. Il dare tempo mette me in situazione di instabilità emotiva e lui in posizione di comodo. So che dovrei dirgli che cosi non sta più bene, ma ho paura di sbagliare i tempi, perchè anche se mi rendo conto che è immaturo e egoista, lo credo sincero nell'affetto, nelle paure e nelle insicurezze.

Possibie che l'unico modo è andarmene sperando in una sua reazione alla mia mancanza? Sono molto confusa. Se ti va di darmi un parere.

 Grazie.

Ciao Susanna,
la tua storia mi ricorda quella di una amica: è stata per oltre 9 mesi con un uomo che amava ma che la trattava come fosse un'amica: non voleva che se ne andasse, ma nemmeno farla avvicinare troppo dal punto di vista emotivo.
Chiamo questa situazione  "Sindrome delle lune": uomini che vogliono donne che circolino nella loro orbita e non se ne allontanino, ma nemmeno che  si avvicinino troppo.
Era un uomo come il tuo: allergico alle relazioni. La donna prima di lei era rimasta "appesa" per 8 anni senza cavarne un ragno dal buco. Lei ha sbloccato la situazione dopo mesi di patimenti ....andandosene.

La sua mancanza lo ha obbligato a chiedersi cosa volesse davvero. E ha capito di volere lei.                                                                                                                                Questo atteggiamento è dettato da una forma di infantilismo: volersi lasciare aperte tutte le strade possibili senza capire che per avere una cosa devi sceglierla. In altre parole non scegliere, non significa avere potenzialmente tutto, ma significa non avere nulla profondamente.

Credo che Giorgio vada costretto a diventare uomo, facendo scelte di campo. Mettilo - con dolcezza - di fronte al tuo allontanamento. Tipo: "Ti amo tanto, ma questa cosa mi sta distuggendo. Per salvaguardarmi devo andare, ma ti porterò sempre nel cuore".

Quello che può succedere è questo:
- se tiene a te ti verrà a cercare
- se non ci tiene abbastanza perderai ...ciò che di fatto non hai ancora...quindi non perderai nulla.

Hai 41 anni...questi sono anni preziosissimi per una donna: non consumarli in attese inutili, ma cerca di costruire la tua serenità e felicità futura.

Ciao,

Sonia G. Parvis